“Vogliamo lavorare”. “Riaprire subito”. “Campione è d’Italia”.
Sono gli slogan urlati a squarciagola dai dipendenti del Casinò di Campione d’Italia, che stamattina hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura di Como, dove recentemente si è insediato il nuovo prefetto Ignazio Coccia.
La casa da gioco di Campione, exclave italiana in territorio svizzero, è stata dichiarata fallita lo scorso venerdì.
Una doccia gelata per i circa 500 dipendenti del casinò, per le rispettive famiglie e per l’intera comunità campionese, la cui sopravvivenza è legata all’unica grande azienda del territorio, ossia la casa da gioco.
Nei giorni scorsi i tre curatori fallimentari hanno confermato che, in base alla normativa vigente, non è possibile riaprire il casinò tramite un esercizio provvisorio.
Ieri il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi, ha lanciato un appello al governo, chiedendo una riapertura immediata anche in deroga alle normative.
Oggi una delegazione di dipendenti ha incontrato il prefetto.
Domani il sindaco di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi, incontrerà il presidente della Regione Attilio Fontana e venerdì è in programma una conferenza stampa, in Comune, per illustrare la situazione e ogni ipotesi di futuro del casinò, sul quale sembrano allungarsi ombre molto scure.



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