Borsone con le armi vicino al Sinigaglia, gli ultras chiedono il processo a porte aperte

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Compariranno in aula il prossimo 15 aprile gli undici ultras del Como accusati dalla Procura di “porto di oggetti atti a offendere”, contestazione che nel caso di manifestazioni sportive vede lievitare le pene. L’ipotesi di reato fa riferimento al ritrovamento di un borsone pieno di armi – tra cui un’ascia – nei pressi dello stadio Sinigaglia in occasione della partita di campionato Lega Pro tra i lariani e il Venezia. Un fatto che risale al 1° dicembre 2013 e per cui sono stati iscritti sul registro degli indagati gli undici ultras. La procura li ha citati direttamente a giudizio di fronte al giudice Valeria Costi e ieri mattina hanno optato tutti per il rito Abbreviato chiedendo anche che il processo venga svolto a porte aperte. Il giudice su questo punto non si è ancora pronunciato, mentre l’udienza è stata fissata per la metà del mese di aprile.

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