Spazzatura svizzera: il caso delle foto è risolto ma l’assessore va subito a caccia di rifiuti lungo il confine

Il caso dell’uomo con un’auto di targa svizzera pizzicato a scaricare rifiuti illegalmente in città si è risolto con l’autoaccusa di un comasco

Spazzatura e auto svizzera, un comasco si autodenuncia: “Scusate, sono stato io”. E scagiona i ticinesi

Che il fenomeno del frontalierato dell’immondizia non esista però è tutt’altro paio di maniche. Lo dimostrano le continue denunce dei residenti lungo la fascia di confine e lo dimostra il blitz di oggi dell’assessore all’ecologia del Comune di Como, Bruno Magatti,  in via Asiago, strada che costeggia la linea di demarcazione con la Svizzera. L’assessore poco prima del ponte sul torrente Breggia che porta alla dogana di Masliantico ha scoperto una mini-discarica abusiva. Tra i rifiuti sacchetti marchiati Denner e Piccadilly, due note catene commerciali elvetiche.

“E’ un punto di abbandono, stiamo monitorando”, spiega l’assessore specificando come la zona sia “uno dei punti in cui uscendo da Maslianico è facile fermarsi e lanciare“, per “lanciare” Magatti intende dire che plausibilmente un cittadino in arrivo dalla dogana di Maslianico può agevolmente raggiungere il punto in pochi secondi e liberarsi velocemente dei sacchi. A precisa domanda, e cioè se la spazzatura sia svizzera, Magatti risponde “Sì, che sia uno svizzero o un altro non è importante, noi vogliamo interrompere questi comportamenti tristi, di scherno e di oltraggio”.

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