Scandalo del forno crematorio: il Comune a caccia di tariffe vantaggiose in altri impianti

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Forno crematorio di Como: l’impianto, si sa, è rotto da mesi. E i comaschi devono andare a far cremare i propri cari altrove, ad esempio a Varese, spendendo oltre 300 euro per il trasporto della salma. Senza considerare i disagi di una simile condizione.
Perciò il Comune di Como – in attesa di ripristinare l’impianto – chiede ad altri gestori di forni di cremazione lombardi a farsi avanti con tariffe vantaggiose, che prevedano, ad esempio, la gratuità del trasporto della salma.
L’invito resterà pubblicato all’Albo Pretorio ancora dieci giorni.
Abbiamo inviato a gestori di forni crematori l’avviso a proporre condizioni contenute per la cremazione fino a quando non sarà funzionante la struttura di Como, che richiede ancora un paio di mesi – spiega Marcello Iantorno, assessore ai servizi cimiteriali – Finora è  pervenuta una sola disponibilità”. Vale a dire, Varese. “Attendiamo una decina di giorni – conclude Iantorno – termine massimo per il ricevimento delle disponibilità, dopodiché si procederà alla divulgazione della o delle ditte disponibili e delle condizioni di vantaggio.”

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