Uno scivolone clamoroso, una figuraccia pre-elettorale quella di Confesercenti. Se nelle prime ore è sorto il dubbio che potesse trattarsi di una svista – alla peggio di una, pur grave, dimenticanza – nel giro di poco è stato chiaro, lo hanno confermato gli stessi protagonisti, come sia stata una scelta precisa anzi, gelidamente, statistica.
I fatti.
Celeste Grossi, sostenuta da La prossima Como, e Francesco Scopelliti, di Como Futura e Giovane Como, oggi sono stati scientificamente esclusi da un dibattito elettorale, organizzato appunto da Confesercenti, con i candidati sindaco di Como.
“Non ho ricevuto alcun invito – ha confermato sinteticamente l’ex assessore – prendo atto con dispiacere della cosa”, dispiacere cui ha fatto seguito la rabbia, signorilmente contenuta ma comunque evidente, di Celeste Grossi. “Evidentemente siamo oggetto di pregiudizio – ha detto – il commercio, soprattutto il piccolo commercio a noi a cuore. Non capisco ragioni dell’esclusione” “Ci spiace molto – si legge poi in una nota diffusa da La prossima Como- Peccato, abbiamo a cuore gli interessi di tutte e di tutti e grande rispetto e attenzione per le organizzazioni di categoria”. “Indipendentemente da questo episodio di incomprensibile scortesia e scarso rispetto istituzionale – aggiungono ancora – confermiamo la sensibilità della candidata verso le proposte di ogni parte della città e la disponibilità al più sereno e proficuo confronto con Confesercenti dopo le elezioni”.
Ma a peggiorare le cose in serata è intervenuto il presidente di Confesercenti, Claudio Casartelli con una spiegazione che non getta acqua, piuttosto sversa parecchia e ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche. “Avevamo poco tempo – ha spiegato Casartelli – e abbiamo fatto una scelta sulla base dei sondaggi selezionando i candidati con più probabilità di vittoria. Lo so che è brutto – ha aggiunto – ma se avessimo invitato sette candidati,con poco più di un’ora a disposizone, non saremmo riusciti a dare spazio a tutti”.
“Mi scuso con i candidati esclusi – evidenzia – con cui faremo un incontro sugli stessi temi, se lo vorranno”.
Insomma, dopo le fibrillazioni nel centrodestra seguite al caso di Anna Veronelli, capolista di Forza Italia, letteralmente scaricata dal suo candidato Mario Landriscina che ha garantito: “Non farà l’assessore”, un’altra donna paga il prezzo di una campagna elettorale che negli ultimi botti prima del voto assume toni decisamente nervosi e, per certi aspetti, kafkiani.



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