La Corte d’Appello militare di Roma ha confermato il non luogo a procedere per il brigadiere Antonio Milia, accusato di aver ucciso il comandante Doriano Furceri, 58 anni, il 27 ottobre del 2022 in caserma ad Asso. Come già deciso in tribunale a Verona, anche per la nuova perizia valutata in secondo grado Milia era totalmente incapace di intendere e volere quando ha sparato al suo superiore e si è poi barricato in caserma. Confermata la misura di sicurezza in una comunità di cura per 5 anni.
“Dall’inizio sosteniamo che purtroppo questo fatto devastante è legato alla patologia psichiatrica di Milia e che è necessario approfondire le responsabilità di chi lo ha giudicato idoneo a riprendere servizio e ad avere l’arma”, commenta l’avvocato difensore Roberto Melchiorre. La procura di Como, dopo la decisione in primo grado del tribunale militare di Verona ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo nei confronti della commissione medica militare che restituì l’arma ad Antonio Milia pochi giorni prima che sparasse al comandante Doriano Furceri, uccidendolo.



