Milan-Como non sarà disputata in Australia, la decisione è definitiva. Rischi finanziari che non è stato possibile contenere, condizioni di approvazione onerose e complicazioni dell’ultimo minuto. Questa la sostanza del lungo comunicato di Lega Serie A e Governo dell’Australia hanno diffuso per spiegare lo stop al progetto. Una nota lunghissima e in certi punti anche poco comprensibile, forze per coprire quella che è la brutta figura di chi ha voluto inseguire a tutti i costi e insistere rispetto ad un evento osteggiato da tutti, a partire dai tifosi, per arrivare a Cesc Fabregas, il tecnico del Como che si è sempre detto contrario, per arrivare alla politica.
“Siamo alle comiche, ma chi decide queste cose sulla pelle dei tifosi?” ha commentato il ministro e vicepremier Matteo Salvini. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha sottolineato: “Si è gettato il cuore oltre l’ostacolo con leggerezza. Io mi sento di rappresentare non solo gli interessi degli organizzatori ma anche dei tifosi perché credo che siano una componente indispensabile, la ragione del successo del calcio e il rispetto nei loro confronti non passa attraverso dichiarazione di intenti ma attraverso i fatti”.
Tutti, o quasi, tirano un sospiro di sollievo per una trasferta da far disputare in un Paese in piena estate, a 15-20 ore di volo, con un arbitro asiatico. Sembra quasi uno scherzo. Ma non lo è.
Tra i pochi delusi rimane il presidente della Lega Ezio Simonelli, proprio la persona che pochi giorni fa aveva dato per certa la partita in Australia. “Le onerose condizioni aggiuntive imposte dalla Confederazione Asiatica di Calcio (Afc) per autorizzare il match non potevano essere soddisfatte senza rischi finanziari per il governo dell’Australia Occidentale e per la Lega Calcio Serie A – ha commentato Simonelli – Penso sia una occasione persa per la crescita del campionato italiano”.
Stop al progetto, dunque, che aveva avuto anche il piano appoggio del Calcio Como, con la società lariana che aveva parlato di “una missione comune per riportare la Serie A al centro del calcio mondiale e garantire un futuro più solido a tutti i club che la rappresentano. Il sacrificio è essenziale, non per il beneficio individuale, ma per il bene comune, per la crescita e, soprattutto, per la sopravvivenza della lega stessa” aveva scritto il club in una nota”. Il Como si era detto disponibile ad offrire la trasferta a 50 tifosi.
Ora si attende la nuova data della gara, che l’8 febbraio non potrà essere disputata con lo stadio San Siro appaltato in vista dell’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Il match potrebbe essere posticipato di un paio di settimane, sempre al Meazza.





