Mentre nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto del ministero della Salute con il ministero dell’Economia che ufficializza la tassa della salute per i vecchi frontalieri, i sindacati italiani e svizzeri si dicono pronti al ricorso alla Corte Costituzionale.
Tassa della salute per i vecchi frontalieri, i sindacati si appellano alla Corte Costituzionale
Un primo passo, quello della pubblicazione in Gazzetta, al quale dovranno poi seguire gli interventi delle singole Regioni coinvolte, che dovranno procedere con i decreti attuativi per definire quote e modalità di riscossione.
“Malgrado due anni di forte opposizione delle organizzazioni sindacali dei frontalieri che ne hanno ritardato l’adozione, – spiegano in un comunicato congiunto – per gli evidenti profili di incoerenza con leggi e trattati che hanno portato alla definizione del nuovo sistema fiscale solo nel 2023, malgrado l’indisponibilità presso le Regioni degli imponibili salariali dei lavoratori frontalieri su cui applicare l’imposta, malgrado l’indeterminatezza dei numeri del personale sanitario delle aree di confine sulle cui retribuzioni riversare il gettito prelevato, malgrado tutte queste controindicazioni le Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano (che hanno espresso parere favorevole già nella Conferenza delle Regioni del 23 ottobre 2025), potranno ora procedere con l’adozione della tassa.
Il provvedimento attuativo non è ancora esaustivo nello stabilire quantità e modalità di prelievo della tassa che resta tra il 3% ed il 6% con una gradualità che dovrà tenere conto anche dei carichi familiari introducendo un criterio di progressività fiscale.
I sindacati, “preso atto dell’indisponibilità al ritiro del provvedimento, ovvero alla sua modifica sostanziale, – si legge nel comunicato congiunto – dell’indeterminatezza ancora oggi delle modalità applicative che lasciano nell’incertezza migliaia di frontalieri, come largamente annunciato, procederanno al ricorso alla Corte Costituzionale per accertare profili d’incostituzionalità, per contrastare la doppia imposizione sui redditi da lavoro in spregio alle disposizioni dei Paesi OCSE e in direzione contraria al trattato internazionale, proprio contro le doppie imposizioni del dicembre 2020 tra Italia e Svizzera”.





