Sale il numero delle vittime dell’incendio di Crans-Montana, identificate dalla polizia svizzera. Quattro i cittadini italiani morti nel disco bar la notte di Capodanno, ufficialmente riconosciuti. Si spengono le speranze, d’un tratto, per i quattro sedicenni, tre ragazzi e una ragazza, di Milano, Bologna e Genova. Lo conferma l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Due, invece, risultano ancora dispersi. Sale poi da 13 a 14 il numero dei connazionali feriti nel rogo, di cui nove sono già stati rimpatriati, tutti ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano.
Le altre vittime identificate sono quattro cittadine svizzere di 18 anni, due di 15 e una di 14; sei cittadini svizzeri di 31, 20, 18, 17 e due di 16 anni; un cittadino rumeno 18enne; un francese di 39 anni e un turco di 18 anni. Resta apprensione, in particolare, per i comaschi coinvolti. Un giovane è ricoverato al Niguarda, altri due, invece, non avrebbero riportato conseguenze. Ci sarebbe anche una ragazza di 15 anni residente a Castel San Pietro, in Canton Ticino, dove vive con la famiglia originaria di Roma. La giovane studierebbe a Como: la notizia, quindi, tocca da vicino sia il Lario sia il vicino cantone svizzero.
In arrivo oggi al Niguarda altri due ragazzi feriti a Crans Montana, identificati ieri con il test del Dna. Si tratta di due 16enne compagni di classe al liceo Virgilio di Milano. I due saranno trasportati in elicottero dall’ospedale di Zurigo al Centro Ustioni del Niguarda, dove sono già stati ricoverati nove pazienti provenienti dalla Svizzera. Tra loro il 15enne canturino trasportato venerdì pomeriggio da Ginevra. Il giovane avrebbe riportato gravi ustioni al volto e alle braccia.
Sempre al Niguarda, inoltre, è in arrivo dal Centro grandi ustionati di Genova un farmaco esclusivo e specifico. Si tratta per l’esattezza di 15 flaconi di estratto di bromelina, per un costo complessivo di 20mila euro, non disponibile al Niguarda.
Strage di Crans-Montana, venerdì 9 gennaio lutto cittadino in Svizzera
La Svizzera ha indetto una giornata di lutto nazionale per venerdì 9 gennaio in ricordo delle vittime dell’incendio a Le Constellation. Alle 14 è previsto un minuto di silenzio e le campane delle chiese suoneranno in tutto il Paese.
Inoltre, una cerimonia ufficiale di commemorazione funebre si terrà nella località del Cantone Vallese. Oggi, nella chiesa di Saint-Christophe, a Crans-Montana, è stata celebrata la messa dal vescovo di Sion Jean-Marie Lovey, oltre a una marcia silenziosa nelle vie del paese.
“L’uomo non è fatto per la notte, non è fatto per la morte, ma per la luce”. Così il vescovo Jean-Marie Lovey si è rivolto alle famiglie delle vittime durante l’omelia. La chiesa era gremita e molte persone hanno seguito la messa all’esterno. Si è unito al dolore dei familiari anche papa Leone XIV. “Con un messaggio commovente desidera manifestare la sua compassione e sollecitudine alle famiglie”, ha detto il vescovo di Sion, commentando un messaggio ricevuto dal pontefice per la messa.
Il sindaco di Crans-Montana: “Nei controlli non siamo stati permissivi”
“Il Comune di Crans-Montana non ha adottato un approccio permissivo nell’ispezione dei bar”. Lo ha detto il sindaco Nicolas Féraud, al centro delle polemiche dopo la strage di Capodanno.
Nel Cantone Vallese, i Comuni sono responsabili dei controlli antincendio e gli edifici accessibili al pubblico devono essere ispezionati annualmente. Il proprietario del bar aveva dichiarato che il suo locale era stato ispezionato “tre volte in dieci anni”‘. Il Comune si costituirà parte civile nel procedimento penale contro i proprietari del bar.






