Parcheggi a Como: “Amministrare una città significa riconoscerla come comunità, non come un bancomat”.
Nell’acceso dibattito sulla sosta intervengono i sindacati con una netta presa di posizione nei confronti della giunta di Palazzo Cernezzi alla luce delle recenti novità introdotte con l’inizio del 2026: dalle tariffe vulcano (da tre euro l’ora per 24 ore in alcune zone del centro) alla conversione di molti stalli bianchi gratuiti in blu a pagamento. Decisioni dettate, come spiegato più volte dal sindaco Alessandro Rapinese, dalla necessità di garantire la rotazione per tutti e in particolare per i residenti muniti di pass.
Ma i costi al parcometro sono stati ritoccati verso l’alto già due volte negli ultimi due anni e i più danneggiati risultano essere i lavoratori e studenti universitari che spesso non hanno valide alternative alla propria vettura e che ogni giorno devono impiegare tempo e denaro per poter sostare in convalle.
Da qui parte l’attacco di Cgil, Cisl, Uil. “Per molti l’auto non è una scelta ma una necessità – si legge nella nota – turni, orari rigidi e distanze chiedono spostamenti certi e il trasporto pubblico deve essere ampliato con più corse e più servizi, perchè merita investimenti e garanzie, ma finchè oggi tante persone sono costrette a usare il mezzo privato, non si può gravarle del costo del parcheggio, diventa una tassa sul lavoro che pesa soprattutto su chi guadagna meno. E a Como – si legge ancora – questa realtà riguarda in modo particolare chi è impiegato nei servizi, nel commercio e nella ristorazione dove gli orari sono spesso spezzati e serali e dove ogni euro in più sottratto al salario è un’ingiustizia”.
E ancora i sindacati sottolineano: “I pendolari non sono un problema da scoraggiare ma una risorsa indispensabile, sono il lavoro che tiene in piedi industrie, commercio e servizi pubblici, sono ciò che permette a Como di funzionare ogni giorno”.
Quindi una doppia riflessione la prima riguarda i dati perchè quotidianamente – ammettono i sindacati – a Como entrano 32mila auto, 22mila per motivi di lavoro a fronte di 17mila posteggi disponibili “numeri che dovrebbero imporre scelte strutturali e lungimiranti non scorciatoie tariffarie” dicono Cgil, Cisl e Uil ricordando anche l’avanzo libero di bilancio da 40milioni di euro.
La richiesta è chiara: stop a “decisioni prese senza confronto e annunciate dall’alto in un clima che non governa il territorio ma lo esaspera, lo divide, lo avvelena” scrivono le tre sigle “la politica torni ad essere confronto, partecipazione, visione”.


