(ANSA) – PARMA, 13 FEB – "Chiara versa in una sorta di condizione di solitudine, preferisce comunicare col web, che ha una funzione suppletiva che consente di avere le risposte anche più disparate, che la proteggono, la salvaguardano dal senso di vergogna". Lo hanno detto Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, le perite della Corte di assise di Parma, testimoniando in aula nel processo a Chiara Petrolini, 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, partoriti ad un anno e mezzo di distanza l’uno dall’altro a Traversetolo in provincia di Parma. Le perite stanno illustrando il loro elaborato che ha concluso per la piena capacità di intendere e volere della giovane imputata al momento dei fatti. Imputata che non è presente, questa volta, in udienza, mentre ci sono l’ex fidanzato e padre dei due bambini, Samuel Granelli, parte civile, e i genitori di lei, tra il pubblico. È stata ribadita la capacità di intendere di Chiara Petrolini: "Non ha deficit, non ha disturbo di personalità" e stante questa conclusione "non possiamo metterci a parlare di pericolosità sociale". Le perite hanno anche ribadito la loro valutazione sull’immaturità della ragazza: "È un dato abbastanza evidente". Le specialiste hanno sottolineato nell’introduzione come la ragazza avesse "un interlocutore preferenziale, la cronologia del suo cellulare", da cui si sono ricavate anche le informazioni sulla sua seconda gravidanza. (ANSA).





