Governare il futuro del sistema sanitario nazionale, tra innovazione, sanità digitale, intelligenza artificiale e sicurezza, in un periodo in cui – purtroppo – medici e infermieri troppo spesso si trovano costretti a difendersi da aggressioni di pazienti e loro familiari, come ricordato ieri dall’assessore La Russa. Da Regione, non a caso, sono stati stanziati 500mila euro per la sicurezza negli ospedali e la fornitura di bodycam a medici e infermieri.
Oggi la seconda giornata della Cernobbio School di Motore Sanità, a Villa Erba. A fare il punto è il sottosegretario di Stato con delega all’innovazione, Alessio Butti, che ha sottolineato l’importanza di progresso e tecnologia come punto di svolta anche in fatto di sanità. Il Governo, ricorda il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, attraverso i fondi del Pnrr ha destinato oltre 15 miliardi al servizio sanitario nazionale, a cui si aggiungono600mila progetti finanziati e in esecuzione e 448mila già conclusi
Butti: “Investiamo in tecnologia e innovazione per rendere sostenibile il SSN”
Grandi passi in avanti per la sanità Italiana grazie ai grandi passi in avanti della tecnologia, fatta – oggi più che mai – di intelligenza artificiale e quantum. Lo ha sottolineato il sottosegretario Alessio Butti.
“C’è un’occasione importante che è il disegno di legge delega approvato dal Governo a metà gennaio e che ora è in discussione in Parlamento. Questo ci consentirà di prendere atto di alcune questioni che vanno oggettivamente affrontate”, commenta Butti. È ancora: “Dobbiamo rendere sostenibile l’assistenza sanitaria e il servizio sanitario nazionale. Come fare? – aggiunge il sottosegretario – Credo che l’innovazione abbia dimostrato e stia dimostrando di poter non solo migliorare l’efficacia e l’efficienza di cure e terapie, ma di poterle eseguire anche a casa, senza recarsi in ospedale, e soprattutto risparmiando. Oggi stiamo investendo molto in innovazione e in tecnologia con la certezza di risparmiare domani”, ha sottolineato
Intelligenza artificiale e quantum, ma resta imprenscindibile il rapporto tra medico e paziente
Un’attenzione anche alle sfide a cui oggi la sanità va incontro. Il sottosegretario Butti non ha dubbi: “Serve mettere insieme le tecnologie emergenti, dall’intelligenza artificiale al quantum, che è sempre più preponderante. Senza mai perdere di vista il rapporto tra medico e paziente, che cerca sempre due occhi da incrociare e una mano da stringere”.
Fondamentale, aggiunge il sottosegretario, puntare sulla formazione del medico del futuro.
La fuga in Svizzera
Un’attenzione poi alla sanità comasca, con la fuga di medici e infermieri nella vicina Svizzera, attratti da stipendi contro cui non c’è partita.
“Il lavoro del Governo punta anche in questa direzione. Dopo aver garantito una formazione eccellente, bisogna essere in grado di trattenere i talenti e le competenze sul nostro territorio”.
Cernobbio School, l’intervento del ministro Foti
“Il Governo italiano ha destinato 15,6 miliardi di risorse al sistema sanitario nazionale, di cui 14 destinati alle Regioni per realizzare le case di comunità, gli ospedali di comunità, strutture più sicure, soltanto per fare alcuni esempi. Sono tutte iniziative che sono all’esame della Commissione europea e molti di questi obiettivi sono già stati raggiunti”. A dirlo è il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.
Poi l’appello alle Regioni: “Sul territorio nazionale vi sono delle notevoli disparità in termini di assistenza. Se le Regioni, soprattutto del Sud, che hanno questo deficit, non approfittano di questi stanziamenti per colmare il gap, il divario è destinato ad allargarsi e sarebbe esattamente il contrario di quanto previsto dal piano”.
Un’attenzione, infine, al lavoro del Governo. “Il ministro Schillaci con grande lungimiranza ha proposto una legge delega che dovrebbe servire in primis a evitare che il servizio sanitario nazionale diventi una grande organizzazione amministrativa anziché una grande organizzazione sanitaria”, sottolinea Foti.
“Oggi – precisa ancora il ministro – quando parliamo di personale sappiamo che la preponderanza nelle strutture è di personale amministrativo e anche la professione medica è stata dequalificata dal fatto di dover necessariamente dedicarsi più a lati amministrativi anziché a lati di prevenzione e cura dei pazienti, che molto spesso devono avere pazienza con il servizio sanitario nazionale”.
Asst Lariana, l’intervento del direttore Stucchi
Sul tema della rete e della collaborazione tra pubblico e privato sul territorio è intervenuto il direttore generale di Asst Lariana Luca Stucchi nel corso della tavola rotonda con Salvatore Gioia, direttore generale di Ats Insubria, e Carla Nanni direttore generale di Italia Hospital spa, che comprende l’ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona. “Non possiamo governare il futuro del Servizio sanitario nazionale se non facciamo i conti con la realtà che abbiamo oggi. E la realtà odierna è in una situazione difficile – ha spiegato Stucchi – Venendo al tema della rete. Noi che siamo il Sistema sanitario nazionale siamo il contenitore di una rete e siamo quelli che dovrebbero facilitare la rete. Facilitare. Se consideriamo il rapporto tra pubblico e privato accreditato come facciamo a cambiare questo rapporto? Avendo chiaro che l’obiettivo comune è assistere le persone. E non esiste un altro obiettivo. Non si fa business in sanità. Soprattutto oggi. Il senso quindi del mettersi insieme è che riusciamo ad assistere meglio le persone”, ha sottolineato il direttore Stucchi.
E ancora: “Secondo aspetto da tenere presente quando parliamo di rete: dobbiamo guardare il nostro territorio, la realtà, l’orografia. Basta guardare il lago e le montagne, questo è il nostro scenario e su questo dobbiamo misurarci. E ovviamente dobbiamo essere capaci di fare rete misurandoci sulla popolazione che vive questo territorio e sui suoi bisogni”. “E se parliamo di rete dobbiamo essere capaci di ascoltare quello che ci dicono gli altri e dobbiamo essere poi capaci di valorizzare ogni pezzo della rete”.



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