Poco più di un anno alle elezioni a Como, tra – poche – conferme e – tante – voci chi davvero è pronto a scendere in campo per candidarsi a guidare la città? Tutti si domandano chi ambisce alla fascia tricolore, chi schiereranno i partiti, quali volti noti potrebbero tentare la scalata a Palazzo Cernezzi ma soprattutto chi è pronto a sfidare l’attuale sindaco, Alessandro Rapinese, il primo a dire che si sarebbe ricandidato per proseguire il lavoro iniziato nel 2022.
Muoversi compatti, creare delle compagini ben delineate, non disperdere i voti sembra essere la filosofia che muove gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra per evitare, ad esempio, “l’effetto Graziani” dell’ultima tornata, con l’ex comandante della polizia locale, che al primo turno sparigliò le carte.
Eppure gli outsider sembrano già all’orizzonte e, peraltro sembrano, per ora, gli unici ad avere fatto un deciso passo avanti. Da Luigi Bottone, ex consigliere comunale, che ha ufficializzato nelle scorse ore la sua candidatura con i Democristiani di Centro a Gioacchino Favara, presidente dello Yacht Club al lavoro per una civica di centrodestra di cui non si esclude possa essere il volto. Viene poi da chiedersi come si collocheranno i gruppi, nati per contrastare l’azione dell’attuale giunta su alcuni temi specifici (scuole e ciliegi in primis) e che si sono riuniti in associazioni culturali (leggasi Nova Como – con il suo presidente Vincenzo Falanga) e comitati (come quello che si è opposto alla chiusura della scuola Corridoni, che si riconosce in Simone Molteni o ancora quello guidato da Giorgia Merlini per salvare gli ormai celebri arbusti di via XX Settembre). Non si sa se si tratta di figure pronte davvero a dare una sferzata alla prossima campagna elettorale ma potrebbero portare in dote un pacchetto di preferenze non certo di poco conto.
I partiti, intanto, si fanno attendere di sicuro si stanno svolgendo riunioni a tutti i livelli, ai piani alti in particolare. Fratelli d’Italia non è intenzionato ad accettare un nome calato dall’alto e ha tutta l’aria di voler dire la sua alla luce dei numeri (in termini di consenso) ben più alti rispetto agli alleati ma le bocche restano rigorosamente cucite, più volte si è parlato degli attuali vertici locali: Stefano Molinari e Alessandro Nardone. In casa Lega e Forza Italia dopo i primi nomi circolati, rispettivamente l’assessore regionale Alessandro Fermi e il consigliere Sergio Gaddi, bocche altrettanto cucite.
C’è poi il centrosinistra: “Si lavora sui contenuti, sulla visione della città e su una squadra di persone competenti” è stato finora ribadito, alcuni nomi tornano più di altri al centro dei ragionamenti: nel Pd quelli di Daniele Valsecchi, Stefano Legnani e Luca Gaffuri.
La rosa dei papabili candidati vede, per ora poche, presenze femminili. Che sia una donna il prossimo sindaco? In questo caso si guarda al consiglio comunale e il ventaglio di proposte va da un polo all’altro dalla dem Patrizia Lissi, alla leghista ed ex assessore della giunta Landriscina, Elena Negretti.


