Burocrazia e costi aumentati. E’ sempre più difficile lavorare in Svizzera per le imprese artigiane italiane, soprattutto dopo l’introduzione della LIA (legge sulle imprese artigianali) in vigore da febbraio, ma operativa da agosto, che obbliga le aziende a presentare domanda per iscriversi a un apposito albo, rispondendo a una serie di richieste, anche economiche, come la tassa da 2mila franchi, ai quali se ne aggiungono 300 per ogni categoria aggiuntiva. Di questo si è parlato oggi a Lariofiere a Erba durante il seminario promosso dalle Camere di Commercio di Como e Lecco, in collaborazione con Unindustria, per spiegare agli imprenditori lariani quali requisiti rispettare, tecnicamente, per poter continuare a lavorare in Svizzera. Esperti hanno quindi illustrato passo passo la procedura di iscrizione, spiegando i tempi e gli obblighi da rispettare, come la cauzione da versare o la retribuzione dei lavoratori distaccati, per evitare problemi e sanzioni.



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