Secondo lotto della tangenziale di Como: gli ambientalisti comaschi chiedono uno stop immediato.
L’opera da quasi 800 milioni di euro, è bene ricordarlo, è ancora inserita a pieno titolo nel libro dei sogni, poiché al momento non solo non esistono i finanziamenti, ma non è stato scelto nemmeno il progetto da seguire.
Le associazioni ambientaliste ritengono che “il secondo lotto della Tangenziale di Como non debba essere realizzato, né in superficie, né in tunnel”, e chiedono di sospendere “qualsiasi ulteriore spreco di soldi pubblici in nuovi o vecchi progetti. Sia per il tracciato in superficie sia per quello in tunnel, l’impatto dell’infrastruttura sull’ambiente naturale circostante sarebbe insostenibile – continuano gli ambientalisti – Il passaggio in superficie devasterebbe le ultime aree agricole e naturali della zona collinare brianzola. Nel caso di passaggio sotterraneo avremmo un pesante impatto sul sottosuolo e sul delicato equilibrio idrogeologico del territorio, falde acquifere in particolare. Le nostre associazioni ritengono che il problema della mobilità vada risolto in altro modo. Se ci sono i soldi pubblici, questi devono essere investiti anzitutto nel rilancio della mobilità ferroviaria, in particolare sulla linea Como-Lecco. Poi deve essere potenziato il trasporto pubblico tramite i bus e incentivata la “mobilità dolce”, attraverso la realizzazione di piste ciclo-pedonali. Per le strade esistenti possono essere previsti interventi mirati per sistemare le criticità locali, sia sulla statale Como-Bergamo che su altre strade provinciali e locali. Le associazioni ambientaliste – si legge alla fine del comunicato – chiedono che si metta la parola stop ad un progetto inutile, costoso e devastante”. La In calce, la firma di nove associazioni ambientaliste, tra le quali Legambiente Cantù e WWF Insubria.



Lascia un commento