Statale Regina, dopo l’annuncio della nuova ordinanza, Artusa (Sistema Trasporti): “Nessun confronto, torneremo a impugnarla”

“Se verrà presentata un’altra ordinanza come la precedente, farà la stessa fine. Torneremo ad impugnarla”: è diretto Francesco Artusa, presidente dell’associazione di categoria “Sistema Trasporti”, che lo scorso anno, assieme a Diego Astori, vicepresidente del gruppo Zani, operanti entrambi nel settore del trasporto turistico, aveva presentato ricorso contro l’ordinanza di regolazione del traffico introdotta sulla Statale Regina e destinata a mezzi pesanti e bus turistici, portando alla sua sospensione prima dei termini di scadenza.

Il territorio, però, torna a chiedere una soluzione alle lunghe code e agli ingorghi che si creano sistematicamente sull’arteria, in vista della prossima stagione turistica. E ieri a Villa Saporiti, dopo una riunione guidata dal prefetto di Como Andrea Polichetti e dal presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, si è deciso di elaborare una nuova ordinanza, con alcune modifiche rispetto alla precedente, che verrà emessa – come è stato annunciato da Anas – prima di Pasqua.

“Tutti gli appelli al confronto fatti da noi nei mesi scorsi sono caduti nel vuoto – sottolinea Artusa – Avevamo chiesto di essere convocati prima che fosse presa qualsiasi decisione su un’eventuale nuova ordinanza, invece apprendiamo soltanto a posteriori della riunione. Prima di arrivare a impugnare l’ordinanza lo scorso anno, avevamo avanzato diverse proposte alternative e ci eravamo anche offerti di pagare i movieri, che oggi sono presenti, ma non in tutti i punti segnalati come critici. Nell’ordinanza di luglio si era deciso di limitare la circolazione ai soli veicoli delle società che non avevano sede legale nei comuni di Colonno, Sala Comacina e Tremezzina, privilegiando dunque le attività locali. Ma quasi il 90% dell’afflusso turistico arriva da Milano, dagli aeroporti, non dai comuni del Lago”.

In prima linea nel chiedere una nuova ordinanza, i residenti delle località affacciate sul Lario. “Si devono abituare a vivere in un luogo che interessa visitare – conclude Artusa – Noi torniamo a chiedere un confronto per dare il nostro contributo. Altrimenti, se verrà riproposta un’ordinanza sulla stessa linea, sono ottimista che farà la stessa fine dell’altra”.

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