Le famiglie Frigerio e Castagna vittime senza pace. L’assenza in aula: “Chiediamo silenzio e rispetto”

Pietro e Beppe Castagna. Elena e Andrea Frigerio. Da oltre 17 anni convivono con un dolore senza fine. Quella che per le cronache è la strage di Erba, per loro è una ferita che non si chiude e con la quale convivere ogni giorno. Per anni, accanto a papà Carlo e a papà Mario hanno seguito ogni udienza del processo a Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per aver ucciso le loro mamme, una sorella, un nipotino di soli due anni.

In tribunale a Brescia hanno scelto di non esserci. Di non entrare nell’aula della corte d’Appello. Di non incrociare di nuovo gli occhi di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Di non essere costretti a finire per l’ennesima volta sotto i riflettori. Si sono costituiti parte civile ma in aula ci sono i loro avvocati, Massimo Campa e Adamo De Rinaldis.

Ed è toccato ai legali, alla prima udienza, ribadire che per Pietro e Beppe, come per Elena e Andrea, la verità è chiara da tempo e che le vittime chiedono solo silenzio e rispetto.

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