Entra nel vivo a New York il processo per l’assalto a Rushdie

(ANSA) – NEW YORK, 10 FEB – Con le prime dichiarazioni dell’accusa e della difesa è entrato nel vivo oggi il processo al libanese-americano Hari Matar accusato dell’aggressione allo scrittore Salman Rushdie. L’agguato sul palco di un festival letterario nello Stato di New York fu "così repentino" che Rushdie non riuscì a capacitarsi di quel che gli stava succedendo e rimase seduto al suo posto mentre il suo assalitore "infieriva su di lui a coltellate", ha detto oggi il procuratore federale Jason Schmidt nelle prime battute del processo contro il 27enne radicalizzato del New Jersey che si è dichiarato non colpevole dei reati di tentato omicidio e assalto. "Palestina Libera", ha detto a sua volta Matar entrando in aula a Mayville, un piccolo villaggio un’ora a sud di Buffalo, dove oggi per la prima volta si è confrontato con la giuria. Se giudicato colpevole di entrambi i capi di imputazione il giovane, che è nato in Libano, rischia fino a 32 anni di prigione. Il processo dovrebbe durare tra una settimana e dieci giorni. Tra i testimoni, lo stesso Rushdie, che nell’agguato ha perso la vista da un occhio. (ANSA).

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