(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 29 AGO – Un’assemblea di un migliaio di giovani alla Nuvola all’Eur, con traduzione simultanea in 11 lingue, ha dato il via al convegno internazionale ‘Global Friendship Peace Hope’, promosso dai Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio. Sono convenuti a Roma, durante il Giubileo della Speranza, studenti delle scuole superiori e universitari da 12 paesi europei, con una numerosa delegazione dall’Ucraina, 120 ragazze e ragazzi, e rappresentanti anche da Africa, America Latina e Asia. Nel suo intervento di apertura, fa sapere la comunità di Sant’Egidio, il presidente Marco Impagliazzo si è chiesto: "Cosa può fare un giovane nel mondo di oggi? Qual è la sua forza? C’è un clima di rassegnazione e cinismo che circonda i giovani. Un clima pesante, inquinato da giudizi severi, un clima che schiaccia sogni e speranze". Di fronte a un male così grande, ha proseguito, "che spinge alla rassegnazione e all’irrilevanza", il presidente della Comunità ha invitato i giovani "a investire nella fraternità, nella gratuità e nell’amore, perché il legame non è una costrizione ma una liberazione che connette al resto del mondo". Ricordando le parole di Floribert Bwana Chui, il giovane della Comunità di Sant’Egidio di Goma, in Congo, martire nel 2007 perché si oppose a un tentativo di corruzione e recentemente beatificato, Marco Impagliazzo ha affermato: "Rispetto alla violenza, all’oblio, alla dimenticanza degli altri, c’è sempre un’altra strada. Quella della speranza, fondamento di ogni cambiamento positivo nel mondo". Al termine della giornata i giovani si sono ritrovati al Pantheon per un flash mob per la Pace, ribattezzato ‘Peace mob’. (ANSA).