Umiltà, disponibilità al confronto e all’ascolto, anche delle critiche, dialogo e rispetto. Il cardinale Oscar Cantoni si rivolge direttamente ai politici comaschi nel tradizionale discorso alla città, pronunciato alla vigilia della solennità del patrono Sant’Abbondio. Un invito chiaro, nel quale mette anche in guardia dagli “yes man”. “È sintomo di grande sapienza – dice il vescovo di Como – non far prevalere sempre se stessi e assolutizzare la propria singola visione”.
Un appello diretto, quello del cardinale Cantoni, seppure senza alcun riferimento personale, come è nello stile del vescovo di Como. Non può sfuggire però il riferimento al sindaco della città Alessandro Rapinese e alla sua giunta, continuamente al centro delle polemiche per l’atteggiamento conflittuale e provocatorio, che spesso sfocia nello scontro.
Cantoni ripete le parole di san Pietro della lettura. “curate chi vi è affidato, fatelo volentieri, non per interesse personale, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli”. E aggiunge la sua riflessione personale: “L’umiltà è una virtù preziosa per chi svolge il servizio dell’autorità e ciò si esprime concretamente nella disponibilità al confronto e all’ascolto, anche delle critiche. Queste possono diventare uno stimolo salutare, aiutano a mettersi in discussione e appartengono alla dinamica democratica, le cui assemblee sono i luoghi deputati a questo dialogo che, pur acceso, sempre deve essere rispettoso”. “Allo stesso tempo – prosegue il vescovo di Como – anche fuori dal palazzo, è bene che chi amministra cerchi occasioni di incontro, nell’ascolto delle esigenze di tutti i cittadini. Come nella vita, così anche nell’impegno sociale, i veri amici non sono tanto gli yes man, ma quelli che con franchezza e sincerità ci propongono anche sguardi complementari e prospettive differenti”.
Un riferimento anche allo sport e al calcio in particolare. “In questi anni Como ha gioito per i successi nello sport, e in particolare nel calcio – dice – C’è grande entusiasmo e tifo per la squadra. Che bello se lo stesso tifo e lo stesso entusiasmo lo vedessimo anche per quel gioco di squadra che è il nostro essere comunità di vita, dove i ruoli di tutti sono rispettati e valorizzati, nessuno è escluso e si vince insieme, mai l’uno contro l’altro”.
Un appello infine anche ai cittadini. “È motivo di gravissima preoccupazione la crescente indifferenza e la sfiducia, che si esprime anche nella scarsa partecipazione al voto – dice Cantoni – Non si possono avanzare critiche, rivendicare pretese, né reclamare diritti, se non si è disponibili allo stesso tempo all’impegno dei doveri e alla partecipazione”.