Se ne va anche Alessandro Gabrielloni. I saluti prima a Strefezza, poi a Cutrone e infine a colui che ha segnato la storia del club dalla serie D alla serie A, non possono che lasciare un velo di tristezza nei tifosi.
Un eroe nazionale, non solo lariano, lo è diventato a dicembre con il gol alla Roma. Unico giocatore, in un’epoca dove non esistono più le bandiere, ad aver sempre segnato in tutte le categorie del suo club, dalla divisione dilettantistica alla massima serie. La carta d’identità e l’accento marchigiano non tradiscono la sua Jesi dove è nato 31 anni fa, ma dal 2018 la sua casa è diventata Como. Ci ha provato Cesc Fabregas a convincerlo a rimanere. Difficile privarsi dell’uomo spogliatoio in grado di decidere le partita anche da subentrato. “Di lui mi fido al 1000 x 1000”, diceva pochi giorni fa. E ancora prima aveva provato a toccare le sue corde con la statua in gesso al Sinigaglia. Gli attestati pubblici hanno messo ancora più in difficoltà Gabrigol.
Avrebbe dovuto decidere giovedì sera e invece si è voluto prendere altre 24h. Andrà in prestito secco alla Juve Stabia. I campani hanno battuto la concorrenza di tante altre squadre di serie B che vedevano in lui una preziosa pedina per l’attacco. Gabrielloni vuole tornare protagonista sul campo. La sua voglia di giocare e vivere l’adrenalina ha prevalso perché il sacro fuoco della competizione divampa ancora.
Ma prima di partire una firma che lo ricongiunge a Como: il prolungamento del contratto con i lariani e l’immancabile Festa di Sant’Abbondio. Ieri sera c’era anche lui tra gli stand, magari ad assaporare gli ultimi morsi della cucina comasca tra ovazioni e fumogeni. E chissà, se sotto i colori giallo blu, lontano dalla vista di tutti, continuerà a indossare qualche stemma del Como, esattamente come fece nel giorno in cui discusse la sua laurea in economia e commercio, ai tempi del covid, tramite Zoom. Inappuntabile, in camicia bianca e con l’elegante maglioncino, sotto indossava i pantaloncini del Como che la commissione non poteva ovviamente scorgere. Ha salutato gli studi con voto 90 e i tifosi lariani salutano lui assegnandogli un 110 e lode per il percorso di questi 7 anni e che magari può continuare, un giorno con un ruolo questa volta in giacca e cravatta.