(ANSA) – ROMA, 31 AGO – Arriva l’Ufficiale giudiziario all’Antico Caffè Greco, storico ritrovo nel cuore di Roma di intellettuali e artisti, e domani è previsto lo sfratto tante volte rimandato. L’amministratore del celebre Caffè di via Condotti, Carlo Pellegrini, in una nota imputa l’epilogo "ad un Ministero della Cultura assente e inerte di fronte alla speculazione". In particolare ricorda come il mancato ricorso alla legge sulle Attività Commerciali Storiche riconosciute Beni Culturali ha fatto sì che il Caffè Greco venga estromesso per far spazio all’ennesima griffe di lusso". "Ogni sospensione dello sfratto sino ad oggi è stata ottenuta unicamente grazie all’intervento dei giudici, mai per iniziativa del Ministero", dice l’amministratore ricordando "che nel 1953 il ministro Antonio Segni, con un decreto pionieristico, bloccò coraggiosamente la speculazione che minacciava il Caffè Greco". Pellegrini ricorda anche che "la stessa logica ha colpito Palazzo Nardini e i cinema storici Esperia, Paris, Metropolitan, Royal e Roma. Non semplice inerzia, ma una scelta politica consapevole che cancella cultura e memoria in favore degli interessi speculativi". Per l’amministratore inoltre lo sfratto non è da legare alla crisi dell’Ospedale Israelitico, proprietario delle mura del Caffè Greco: "una situazione reale e grave ma l’Antico Caffè Greco ha offerto la stessa cifra prevista nel piano di risanamento economico dell’Israelitico e dunque lo sfratto risponde ad altri interessi". (ANSA).