(ANSA) – ROMA, 31 AGO – Nove edifici scolastici su dieci non dispongono di una o più certificazioni obbligatorie in tema di sicurezza: dei 40mila edifici scolastici statali, ben 36mila non si possono definire a norma. Non solo: "3.588 edifici, il 9 per cento del totale, dove si calcola che studino e lavorino circa 700 mila tra studenti e personale della scuola, sono privi delle certificazioni obbligatorie". E’ il quadro che emerge da un dossier di Tuttoscuola, "basato su dati contenuti nella sezione Open Data dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia scolastica". Secondo i dati di Tuttoscuola "nelle zone ad alto rischio sismico, il certificato di collaudo statico è posseduto da meno della metà degli edifici". E’ il Lazio ad avere primato, secondo i dati diffusi da Tuttoscuola, del minor numero di edifici scolastici dotati di certificato di agibilità. Su 3.203 edifici, solo 407, pari al 12,7%, hanno la certificazione. Per aree geografiche il fanalino di coda sono le isole, con 971 edifici su 5.149 con agibilità, pari al 18,9% del totale. Maglia nera tra le isole la Sardegna con solo il 14,2% in regola. Il Nord in generale si attesta intorno al 50% di scuole con certificazione, mentre il Sud è a circa il 30%, segue il Centro al 29,7%. I dati di Tuttoscuola – fanno notare fonti del ministero dell’Istruzione interpellate dall’ANSA – sono presi dall’anagrafe dell’edilizia scolastica e fanno riferimento al 2023 2024: non tengono conto dell’enorme lavoro in atto su oltre 10mila edifici scolastici, grazie ai fondi Pnrr a cui sono stati aggiunti importanti fondi ministeriali (circa 1/3 del totale degli interventi di messa in sicurezza) per il più grande piano di intervento mai fatto per la scuola italiana. In sostanza sono state avviate opere sul 22% del patrimonio edilizio scolastico per recuperare una incuria che dura da 60 anni, i risultati saranno misurabili solo tra qualche anno. Inoltre le fonti ministeriali ricordano che la responsabilità degli interventi antisismici sulle scuole è degli Enti locali. (ANSA).