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Home Notizie locali Cronaca

Parcheggi a Como, la città si tinge di blu. Ecco i 379 posti dove si arriva a pagare 72 euro al giorno

Michela Vitale Di Michela Vitale
18/11/2025
in Cronaca, Viabilità e trasporti

Como dice addio ai posti gialli e bianchi, arrivano quasi ovunque le strisce blu. Ed ecco che la “tariffa vulcano” – da 72 euro al giorno festivi inclusi – da teoria diventa realtà per un totale di 379 parcheggi in città. Il 2026 inizierà, dunque, con una nuova stangata per gli automobilisti.

Per fare chiarezza: come in parte giù anticipato dal sindaco Alessandro Rapinese in consiglio comunale, in via Torno, Salita Quarcino, viale Rosselli e una parte di via Recchi le strisce cambiano colore, diventano blu e quindi i posti auto saranno a pagamento disponibili per tutti ma, di fatto, offlimits, per chi ha bisogno di una sosta prolungata. Mentre viale Geno, una buona parte di via Brambilla, piazzetta Maggiolini e il tratto di via Bertinelli (davanti al Comune) dove già si paga, con l’introduzione della tariffa Vulcano, si pagherà molto di più.
Per tutte queste zone, infatti, la tariffa diventa 3 euro all’ora per 24 ore e quindi – come detto – 72 euro per l’intera giornata.

Lo scopo dell’amministrazione comunale è di riqualificare le aree destinate alla sosta coniugando – si legge nelle carte di Palazzo Cernezzi – un’adeguata disponibilità di stalli per i residenti e garantendo l’esigenza di rotazione per gli altri utenti quando gli spazi sono liberi.
Questo, almeno, è il risultato che vuole ottenere il sindaco. I presunti effetti benefici sono tutti da valutare mentre le modifiche tariffarie stanno per entrare in vigore e presto saranno realtà, dal primo gennaio scatta la mazzata.

Nella delibera intitolata “Revisione delle aree di sosta e approvazione delle conseguenti tariffe” il lungo elenco di novità, oltre alla trasformazione degli stalli da gialli a blu, prevede la cancellazione anche di un buon numero di quegli ormai pochissimi posteggi liberi (bianchi). Scompaiono, soltanto per fare qualche esempio, quelli di viale Innocenzo XI e piazzale Gerbetto, così come quelli di via Petrarca, via Morazzone e via XX Settembre e ancora, per rispondere a chi si lamentava di non poter più andare al Cimitero Monumentale per la difficoltà a posteggiare, vengono ripristinati i posti a pagamento in piazzale Escrivà e in un tratto di via Regina Teodolinda. In tutte queste strade arriverà il parcometro e i costi sono stati definiti secondo le varie tariffe in vigore. Inoltre quasi ovunque, con poche eccezioni, scompare la gratuità nei festivi. Per quanto riguarda le moto saranno cancellati gli stalli in Largo Miglio, vicino ai licei “Volta” e “Teresa Ciceri”.

Le novità per i residenti

11 ASA, Aree a Sosta Agevolata per i residenti, per ciascuna viene definito il numero massimo di permessi per i residenti e il corrispettivo economico che varia da zona a zona e oscilla da un minino di 183 euro all’anno (ad esempio per le aree di Sant’Agostino, stadio, tangenziale) ai 730 per gli spazi concessi dentro l’autosilo di via Auguadri e di via Aldo Moro).
La rivoluzione della sosta annunciata dal sindaco di Como, Alessandro Rapinese, si concretizza con tanto di delibere, stradario e allegati vari tutto disponibile online all’Albo Pretorio del Comune.
Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento per il rilascio dei permessi della sosta agevolata si rende necessario riaprire i termini per la presentazione delle istanze, al netto di quelle già arrivate che dovranno essere integrate a cura dei richiedenti per essere attualizzate. La nuova scadenza è fissata al 5 dicembre 2025 con pagamenti entro il 30 dicembre. I nuovi permessi saranno in vigore dal primo gennaio 2026 e dureranno per tutto l’anno.
Sarà rilasciato un unico pass per nucleo residenziale.

Le reazioni politiche

E le reazioni politiche non tardano ad arrivare. Le contestazioni erano state mosse sin dalla presentazione del piano in consiglio comunale. Forza Italia interviene subito con il gruppo consiliare a Palazzo Cernezzi e con il dirigente del partito Luigi Bottone che dice: “E’ ormai chiara la posizione del sindaco si tolgono i gialli per far pagare cifre salate a tutti i cittadini, ha usato la scusa di garantire ai residenti un posto auto ma poi alla fine ha aumentato tutto”. Bottone sottolinea, inoltre, che si tratta solo “di una nuova tassa voluta dal sindaco” e di una decisione che “danneggerà i commercianti e gli onesti cittadini.”

Stefano Molinari e Alessandro Nardone, rispettivamente presidente provinciale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, spiegano: “Il risultato è un sistema meno equo e meno funzionale: costi elevati per un solo permesso familiare, meno posti disponibili, più zone a pagamento e nessuna garanzia per chi, pur vivendo in città, non ha alternative all’utilizzo dell’auto privata”. Fratelli d’Italia chiede “una revisione immediata del modello, ripristinando un numero adeguato di posti riservati ai residenti, prevedendo tariffe sostenibili e differenziate e costruendo un sistema che favorisca chi in città vive, lavora e studia, anziché penalizzarlo. Como merita un’amministrazione che semplifica la vita ai cittadini, non che la rende più costosa e complicata”.

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Commenti 7

  1. Tradigo Lorenzo says:
    3 mesi ago

    Sono un residente di via Torno e a mio avviso succederà che in estate non avremo più posti per parcheggiare già dal tardo pomeriggio quando affluiranno clienti di bar e ristoranti a partire dall’ora degli aperitivi
    In questi anni con le strisce gialle spesso abbiamo avuto discussioni con chi parcheggiava abusivamente.
    La soluzione potrebbe essere che dalle 17.00 I parcheggi ritornino a uso esclusivo dei residenti con rimozione forzata delle eventuali auto lasciate in sosta
    Le multe previste a mio avviso sono un palliativo perché chi possiede auto da 100k /150k euro se ne beffa di una eventuale multa da 150 euro
    La rimozione forzata può essere la soluzione migliore visto che in alcuni parcheggi è già prevista (vedi attorno alla Casa del Fascio)
    Credo che un sindaco debba agevolare la vita dei suoi concittadini e non ostacolarla, difronte al fatto che la città si sta svuotando di residenti a beneficio di un turismo prossimale del quale siamo inpreparati a ricevere a livello di parcheggi.
    Grazie mille Lorenzo

    Rispondi
  2. Fabiano Savini says:
    3 mesi ago

    Motivo in più per non frequentare questa città capeggiata da gente che vive in un’altra dimensione.

    Rispondi
  3. ciro says:
    3 mesi ago

    sarebbe interessante conoscere: il maggiore incasso dei posteggi cittadini in che percentuale verrà introitato dalla società che li gestisce? La parte di spettanza del comune quale destinazione avrà?

    Rispondi
  4. Antonio D'Incecco says:
    3 mesi ago

    Per fortuna non abito a Como, ma il sindaco Rapinese non é certo amico del popolo, anche se si atteggia ad esserlo. Cari comaschi, l’avete eletto voi. “Chi é causa del suo mal, pianga se stesso”

    Rispondi
  5. ciro says:
    3 mesi ago

    trovare un modo per disincentivare l’invasione delle auto dal centro cittadino è positivo, ma bisogna incentivare l’utilizzo dei bus, dei treni e dei posteggi di periferia. La prima ora di posteggio deve avere un costo non superiore ad un euro per permettere di effettuare una commissione urgente o un caffè ammirando le bellezze del lago.

    Rispondi
  6. Alfredo says:
    2 mesi ago

    Il nostro caro sindaco ha dimenticato le famiglie che vivono in centro e devono usare anche 3 auto et andare al lavoro.Con in solo posto a disposizione come si uo’hestire la vita famigliare, anche perché quel posto che era grazia divina potrebbe essere occupato.
    Abito fuori della città murata dovro’ trovarmi un posto sulla tangenziale.
    Vorrei sapere quale logica è stata usata per mandare lontano i residenti magari con le borse piene del supermercato.
    Sindaco scordati i nostri voti alle prossime elezioni.pensaci bene …….

    Rispondi
  7. dario gangitano says:
    1 mese ago

    Se qualcuno di Voi era un giovincello negli anni 70 a Como, ricorderà bene come era la situazione urbana allora. Erano gli anni di Spallino Sindaco, e questo dice già tutto! La zona a traffico limitato istituita nel centro storico funzionava bene, senza esagerazioni; la delimitazione di allora era ragionevole, e garantiva, comunque, una adeguata accessibilità e sosta veicolare di prossimità. In città vi era un’equilibrato ecosistema socio economico che oggi si è disintegrato. La Como di oggi in centro è irriconoscibile e quasi inaccessibile. Più che una zona a traffico limitato, il centro, si sta trasformando in zona a traffico privato di quei pochi residenti selezionati che hanno il privilegio di abitarci. Le attività economiche sopravvissute sono quelle che più di altre si sono dimostrate funzionali all’espansione di una particolare tipologia di fruitori della città; ossia i “turisti”. Si può affermare che le vie del “centro”, oramai, non sono più frequentate da cittadini, ma, prevalentemente, da anonimi visitatori, appunto di “passaggio”. Una città, insomma, all’apparenza, intensamente animata, soprattutto in determinate stagioni dell’anno, ma nella realtà, intimamente e fortemente, “disanimata” nel vero senso della parola. Quindi, tornando al tema dei parcheggi, che cosa possiamo dire, riguardo alle scelte dell'”illuminato” sindaco Rapinese. Se non ho capito male, il fulcro dell’intera operazione si focalizza sulla necessità di garantire, nella maniera più imparziale ed equilibrata, un posto auto alla più ampia platea dei residenti in convalle, ovvero al maggior numero di “famiglie”, principalmente, del “centro storico”. La formula usata a tal proposito è quella dell’abbonamento. Al contempo, però, è necessario garantire anche una sosta a chi viene da fuori città per i più svariati motivi. Per costoro si vuole imporre, di fatto, una sorta di “pedaggio” a tempo, tanto più oneroso quanto più è prolungata la permanenza in città. Se l’intento dell'”operazione Rapinese sui parcheggi” è quello di razionalizzare la situazione, a mio avviso, la soluzione non può essere quella di disincentivare determinate tipologie di sosta facendo leva sull’onere da sostenere. Il problema sostanziale di una mancanza di aree idonee alla sosta, deve essere affrontato con una seria pianificazione di infrastrutture idonee allo scopo, in luoghi adatti (e senza demolire delle scuole), anche nell’attesa che si risolva una volta per tutte il problema dell’ex area Ticosa. Magari si potesse ritornare alla situazione degli anni 70/80 sotto l’aspetto della viabilità e della sosta!. Questa mania di voler convertire strade e piazze in passerelle e salottini per la cosiddetta “movida” sta snaturando le nostre città, oltre che a far emergere problemi di emergenza sociale.

    Rispondi

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