Dopo la protesta andata in scena ieri sera al Teatro Sociale di Como durante la Festa dello Sport, interviene il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che era sul palco assieme ad altri esponenti della giunta quando sono stati aperti i cartelloni dalla società Lario scuola di judo di Como sui quali era stato scritto: ““Grazie ma niente premio” e “Vorremmo la palestra”.
La replica del sindaco di Como
“In Italia – dice il sindaco – è garantito il diritto di protestare e potevano farlo in cento modi legittimi ma hanno scelto la modalità più sbagliata. Per farlo infatti hanno imbrogliato proprio il giorno dedicato al Fair Play dichiarando il nome di un bambino inesistente all’organizzazione pur di salire sul palco”.
Il riferimento è ad un “atleta” che in realtà non esiste (come spiegavamo qui). “A salire sul palco – è stato chiarito in una nota della società – è stato Filippo Correttore. Non un ragazzo in carne e ossa ma uno spirito. Lo spirito dello sport e del fair play di questo evento. Anziché ritirare il premio, si è reso portavoce di un messaggio tanto semplice quanto forte: ‘Grazie Ma -niente premio- vorremmo la palestra‘.”
E la palestra in questione è quella, utilizzata fino ad oggi, della primaria “Corridoni” di via Sinigaglia, scuola destinata a chiudere secondo il piano di razionalizzazione del Comune.
“Data la loro attività – prosegue il primo cittadino – qualora chiudesse quella palestra ne avremo molte da proporre e se vogliono essere spostati domani mattina possiamo procedere”.
Quindi la conclusione secondo Rapinese: “Insomma: normali oppositori politici che hanno strumentalizzato una festa dedicata al Fair Play e ai bambini”.






