Caso dehors, arriva una proroga. L’articolo 50 del Ddl Semplificazioni (di recente approvazione) posticipa l’efficacia delle autorizzazioni per i dehors fino al 30 giugno 2027. Questa proroga si applica alle autorizzazioni rilasciate durante la pandemia da Covid-19, offrendo così un periodo aggiuntivo per ammortizzare i costi delle strutture all’aperto per bar, ristoranti e attività ricettive.


Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia parte da qui per attaccare l’amministrazione: “Il sindaco avrebbe potuto – e dovuto – attendere la proroga che tutti sapevano sarebbe arrivata. Una scelta di buon senso che avrebbe evitato inutili tensioni e preoccupazioni per centinaia di esercenti comaschi”.
Ma la replica è altrettanto pungente: “Forse – dice Rapinese – Molinari non ha capito la norma del suo stesso governo che è legata all’epoca Covid e nulla ha a che fare con noi, noi abbiamo modificato una norma edilizia per riportare la città alle regole”.
Ad inizio novembre in consiglio comunale era stato l’assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Ciabattoni a spiegare che le nuove norme varate da Palazzo Cernezzi con la modifica all’articolo 67 del regolamento edilizio sulle chiusure stagionali degli spazi commerciali Como si preparava a dire addio ai dehors per i mesi estivi. La linea tracciata era chiara: smontare le verande esterne, in molti casi fisse tutto l’anno sul suolo pubblico, da aprile a settembre. Il sindaco Rapinese e poi l’assessore avevano precisato (ne parlavamo qui), che la modifica non era un atto politico né una scelta discrezionale ma nasceva dall’esigenza di mettere mano alla materia visto che è comunque attesa una riforma strutturale dell’esecutivo che slitta ora a fine 2026.





