“Il sindaco si dimetta o faccia un passo indietro e ritiri la delibera sulla rivoluzione della sosta”. L’appello arriva nell’ambito della protesta, oggi in piazza Verdi, organizzata dall’associazione culturale Nova Como sotto lo slogan “Spegnere le tariffe vulcano, accendere il dialogo”. Politici e cittadini sono tornati a manifestare il loro dissenso contro la delibera comunale che prevede la cosiddetta “tariffa vulcano” in alcune vie della città, la riduzione dei posti bianchi e nuove regole per i pass dei residenti.
Accanto a politici e cittadini, anche Acus, l’Associazione Civica Utenti della Strada, con il presidente Mario Lavatelli, che si è opposto alla delibera di Palazzo Cernezzi chiedendone una revisione e annunciando un ricorso.






opposizioni grandi numeri!
la categoria più rappresentata: quella dei giornalisti;
la seconda: quella degli avvocati;
categoria assente: i giovani.
In una città molto vecchia, l’astensionismo sarà stratosferico;
più che scuole o lo stadio futurista, servono RSA.
Solita disinformazione dei soliti venti personaggi. Aspettate con pazienza. Quando qualcuno vi voterà toccherà a voi fare disastri. Ce n’è per tutti.
La sosta auto a Como è un problema reale, ma la tariffa “vulcano ” non è la soluzione , presa isolatamente. Il problema bisogna affrontarlo nel complesso, coinvolgendo tutta la città e tutti i servizi coinvolti. I trasporti pubblici dovrebbero essere in servizio fino a tarda ora: Autobus, ferrovie nord, funicolare e ferrovie dello stato. Il servizio dovrebbe essere abbinato con i posteggi di periferia e con gli autosilo, prevedendo anche tariffe coordinate, incentivate e più frequenti. Solo dopo questa organizzazione complessiva coordinata, potrebbe avere senso applicare la tariffa VULCANO, ma prevedendo un prezzo simbolico (50 centesimi) per la prima mezzora, permettendo un veloce caffè con vista lago a tutti.