Santa Messa di Natale, celebrata in Cattedrale dal vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni. Un messaggio di speranza quello rivolto ai fedeli, racchiuso nell’omelia della messa di mezzanotte. Parole, quelle del cardinale Cantoni, che racchiudono fratellanza e condivisone, in piena sintonia con i valori del Natale. Parole che in invitano ad amare, a fare della mitezza una virtù imprescindibile in un mondo in cui troppo spesso a prevalere sono la violenza e l’indifferenza. L’invito di cui fare tesoro è chiaro: “Rispondere al male con il bene, all’odio con la benevolenza, alla violenza con la mitezza, alle offese con il perdono”.
Messa di Natale, l’omelia del cardinale Cantoni: “La tenerezza affascina e attira, impariamo ad amare gli altri”
“La fede ci permette di vedere il chiarore del mattino che già avanza, un’alba nuova di speranza, nonostante il buio ancora domini la nostra terra, ma esso è inesorabilmente destinato a dilatarsi“. Comincia così l’omelia del vescovo di Como, che nelle sue parole racchiude poi il messaggio prezioso del Natale, che è nascita e amore: “Con grande stupore, quindi, accogliamo il Bambino che ci è donato. Consigliere mirabile, Dio potete, principe della pace. Egli viene di nuovo a cercarci, perché non cessa mai di amarci. Bussa discretamente al cuore di ciascuno. Ci invita ad accoglierlo, perché possa trasformare i nostri cuori e renderli simili al suo. Mite e umile, e così diventare uomini di pace, costruita pazientemente attorno a noi.
Qui il messaggio di fraternità sottolineato dal vescovo di Como: “Sarebbe inutile e vano lamentarsi per il protrarsi della guerra in Ucraina, se nel nostro piccolo non ci impegnassimo a costruire autentici rapporti di pace e di fraternità tra di noi. Con i nostri cari, in famiglia, con i vicini, come con i nostri colleghi di lavoro. IL bimbo di Betlemme non nasce alla corte di un re, ma in umile mangiatoia. Dio non si impone con la potenza, ma nella povertà, dentro la mangiatoia, perché nessuno si possa sentire lontano o distante da lui. Solo l’amore avvicina. Solo la tenerezza affascina e attira. Così agisce Dio nei riguardi dei suoi figli, perché tutti ci sentiamo amati e abbiamo il coraggio di lasciarci amare, condizione previa perché a nostra volta impariamo ad amare gli altri“.
Il cardinale Cantoni nella sua omelia ricorda che “il nato Re Bambino vuole ricolmarci del suo amore, della sua tenerezza e della sua misericordia, perché di queste virtù abbiamo particolarmente bisogno oggi in un mondo pieno di tanta aggressività. Abbiamo fame e sete del su amore per rispondere al male con il bene, all’odio con la benevolenza, alla violenza con la mitezza, alle offese con il perdono. Solo Dio può trasformare i nostri cuori di pietra e rendere possibile queste scelte apparentemente lontane dalla nostra portata. Ma ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio”.
“Egli – conclude il cardinale Cantoni nella sua omelia – ci mette in grado di compiere questi atti di amore e attenzione verso gli altri. Ed è solo in queste condizioni che si può sviluppare quel un mondo nuovo che Cristo ha portato con la sua venuta tra noi. Accorriamo dunque alla capanna di Betlemme e adoriamo il nato Re Bambino”.





