Le festività di Natale e Capodanno hanno riportato sul piccolo schermo un film cult come “L’allenatore nel pallone”. Ormai una tradizione, al pari della messa in onda, la sera della Vigilia, di Una poltrona per due.
“L’allenatore nel pallone risale” al 1984 e ha come protagonista Lino Banfi, nei panni del tecnico Oronzo Canà, allenatore della Longobarda, formazione neopromossa in serie A. Al suo fianco, tra gli altri la coppia Gigi Sammarchi e Andrea Roncato, nei panni di due procuratori, Camillo Milli (il presidente Borlotti, attore genovese scomparso nel gennaio del 2022), Giuliana Calandra (Mara Canà) e Urs Althaus, attore svizzero che vestiva i panni del bomber Aristoteles. Quest’ultimo, tra l’altro, prima di fare l’attore, aveva giocato davvero a calcio nel Basilea e nelle riserve del Zurigo.
In fase di realizzazione il regista Sergio Martino aveva parlato con la dirigenza della Cremonese per chiamare così la squadra, ma poi non aveva raggiunto l’accordo. Allora scelse un nome “neutro”, una società con la maglia bianca, un trucco per utilizzare immagini di vere partite, considerando che all’epoca tutte le squadre di A e B avevano la seconda maglia di quel colore. Questi e altri aneddoti si trovano nel libro Siamo tutti allenatore nel pallone, scritto da Lino Banfi e Marco Ercole e pubblicato nel 2020.
La Longobarda e il Como
“L’allenatore nel pallone” nella sua trama incrocia il Calcio Como, anche se raramente la formazione lariana viene citata. La Longobarda di Oronzo Canà, nella storia del film milita in serie A nel campionato 1984-1985, in cui – nella realtà – c’era anche la formazione lariana, allenata da Ottavio Bianchi e che aveva come stranieri Hansi Muller e Dan Corneliusson, oltre ad altri giocatori amati dai tifosi come Massimo Albiero, Giancarlo Centi, Giuliano Giuliani, Antonio Tempestilli, Gianfranco Matteoli, Luca Fusi e Giovanni Invernizzi.
L’unica citazione della pellicola è in un passaggio in cui si legge “La Longobarda vince a Como”.

Il campionato ricostruito
Appassionati di cinema e di calcio hanno studiato attentamente quel campionato – vinto sul campo dal Verona di Osvaldo Bagnoli – e lo ha incrociato con i risultati citati nella pellicola “L’allenatore nel pallone”. Un lavoro con tutte le ipotesi sulle partite e calcoli matematici per arrivare al finale, in cui, battendo l’Atalanta, la Longobarda conquista la matematica salvezza in serie A, per la gioia di Lino Banfi-Oronzo Canà e la delusione del presidente Borlotti, che gli aveva chiesto di retrocedere per non spendere troppi soldi nella massima serie.
La ricerca si può trovare sul sito di cinema davinotti.com, in cui viene ipotizzato un torneo 1984-1985 anomalo, a 17 squadre con l’aggiunta, ovviamente, della Longobarda, con incrociati risultati veri della stagione 19841-985 e quelli della Longobarda nel film. L’ipotesi di chi ha svolto questo lavoro è che la formazione di Oronzo Canà sia stata ospite al Sinigaglia nella decima giornata, vincendo per 3-1 (da qui il titolo “La Longobarda vince anche a Como”).
Proprio quell’anno il Como, peraltro, stabilì nella realtà un record, quello della formazione che ha subìto meno reti in casa, soltanto due. Nella finzione ne ha invece presi tre in un colpo solo. Nel ritorno, al 27° turno, si ipotizza un 1-1 sul terreno della Longobarda.
Nella classifica finale, come chi ama questo film sa bene, la formazione di Canà – la “Iena del Tavoliere” – si salva superando per 2-1 l’Atalanta nei minuti finali con le reti del bomber brasiliano Aristoteles.
Una vittoria proprio a discapito del Como, che nella graduatoria virtuale di davinotti.com – che ipotizza quattro retrocessioni in B – si ritrova quartultimo alla pari con l’Avellino. Azzurri però salvi per i risultati negli scontri diretti (successo per 2-1 al Sinigaglia e pari 1-1 allo stadio Partenio).
La classifica finale secondo davinotti.com Verona 45 punti, Inter 42, Torino 41, Juventus e Sampdoria 39, Roma e Milan 38, Napoli 37, Fiorentina 31, Atalanta e Udinese 29, Longobarda 27, Como e Avellino 26, Ascoli 24, Cremonese 17, Lazio 16






