Una comunità avvolta nel dolore. Un dolore straziante, che lascia un vuoto incolmabile. Si respira un senso di ingiustizia di fronte a una tragedia che si poteva evitare. Un alone di sofferenza difficile da descrivere a parole avvolge il salone parrocchiale di Castel San Pietro, dove si è aperta questo pomeriggio alle 17 la camera ardente di Sofia Prosperi. Mercoledì, invece, saranno celebrati i funerali a Lugano. Uniti nel dolore, in molti si sono ritrovati nel piccolo Comune ticinese per dedicare un ultimo saluto alla giovane vittima della strage di Crans-Montana. Le lacrime solcano i volti di amici, parenti, compagni di scuola, semplici concittadini che non potevano restare indifferenti di fronte a una tragedia simile.
Strage di Crans-Montana, il ricordo alla camera ardente di Sofia Prosperi
“Una tragedia immane, ora serve giustizia. Quella di Crans-Montana è stata una tragedia annunciata. Non conosco personalmente la famiglia – dice una cittadina svizzera che ha voluto dedicare un ricordo alla giovane vittima – ma mando il mio abbraccio ai parenti e tanta forza alla mamma. La vita non sarà più la stessa”. E ancora: “Anch’io ho una casa a Crans e una figlia di quindici anni. Abbiamo deciso di passare il Capodanno altrove, altrimenti probabilmente anche mia figlia sarebbe stata in quel locale, quella stessa sera”. “Sofia è figlia di tutti noi. Poteva essere uno dei nostri figli, è un dolore atroce e impossibile da descrivere”, commenta un’altra donna.
Un dolore composto e sentito da parte di tutta la cittadinanza, nel rispetto del volere della famiglia, come espresso in queste ore. I familiari hanno chiesto massimo riserbo e così anche le nostre telecamere si sono mantenute a una consona e debita distanza. Tanto dolore, dicevamo, ma anche un profondo senso di impotenza, che è logorante e disarmante al contempo. Genitori che d’un tratto hanno perso quanto di più importante avevano nella loro vita. Ogni nuovo anno porta con sé la speranza di qualcosa di migliore e invece, questo 2026, è iniziato nel peggiore dei modi. Ragazzi nel pieno dell’adolescenza, desiderosi di vita, con l’adrenalina dei loro quindici anni (o poco più), con l’entusiasmo di celebrare lontano da casa, tra amici, l’inizio di un nuovo anno che per alcuni, però, ha comportato la fine della vita.





