Dolore, rispetto, vicinanza, lacrime, incredulità e silenzio. Nella cattedrale di San Lorenzo a Lugano si sono svolti i funerali di Sofia Prosperi, 15enne italo svizzera tra le vittime della tragedia di Crans-Montana della notte di Capodanno. La giovane viveva a Castel San Pietro in Canton Ticino e studiava all’International School di Fino Mornasco.
Una sofferenza difficile da descrivere per una vita spezzata troppo presto come quella degli altri giovani che sono morti in quella drammatica notte. Moltissime persone, tra cui amici e compagni comaschi, hanno voluto salutarla per l’ultima volta.
Come da espressa volontà della famiglia che ha chiesto riservatezza le telecamere sono rimaste all’esterno. I media svizzeri riportano alcuni passaggi del vescovo Alain De Raemy che aveva esordito ricordando la ragazza. «Sofia era un “sì” alla vita. A nuove scoperte. A nuovi orizzonti. Ci sembra tutto un incubo quello che è capitato». E l’appello è stato a continuare a vivere questo “sì alla vita”.
Durante l’omelia ha poi aggiunto: “Non vergogniamoci mai di piangere. Il pianto è forza come forte era Sofia”. A prendere la parola al termine della funzione i genitori della 15enne che ricordano la figlia come una ragazza solare, capace di comunicare i suoi sentimenti, quindi il loro pensiero è rivolto ai feriti che stanno combattendo negli ospedali. Infine il messaggio delle amiche che, come già era stato scritto sui social, parlano della sua voglia di vivere e di questa terribile ingiustizia che si è abbattuta su tanti ragazzi giovani: “Dovevamo crescere insieme” è stato ribadito. Un abbraccio denso di affetto, commozione e tristezza in questo ultimo viaggio.
Venerdì giornata di lutto nazionale
Venerdì 9 gennaio, sarà giornata di lutto nazionale in Svizzera, con la cerimonia ufficiale di commemorazione delle vittime spostata a Martigny, alla quale con ogni probabilità parteciperà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente francese Emmanuel Macron. Alle 18 poi è in programma la veglia di preghiera di nuovo in Cattedrale a Lugano.
Oggi in Italia, i funerali a Milano, Roma e Bologna di altri quattro giovani vittime, in tutte le scuole è stato osservato un minuto silenzio alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze di Natale.
Gli aggiornamenti sui feriti al Niguarda
Da una parte all’altra del confine si continua a sollecitare chiarezza sulla tragedia di Capodanno di Crans-Montana, istituzioni e famiglie chiedono di accertare al più presto la verità e non manca chi solleva dubbi e critiche sulle decisioni procedurali in particolare sulla scelta di lasciare in libertà i proprietari del bar a partire dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Dal canto suo la procura spiega che non sussiste pericolo di fuga, reiterazione del reato o occultamento delle prove. Le indagini proseguono ma hanno creato scompiglio anche le dichiarazioni arrivate dal comune di Crans-Montana che to nelle scorse ore ha chiarito: “nessun controllo antincendio negli ultimi 5 anni nel bar”.
Intanto dall’ospedale Niguarda di Milano dove si trovano 11 feriti, tra cui il 15enne canturino ricoverato dal 2 gennaio arrivano ulteriori aggiornamenti. “La situazione rimane stabile per tutti i pazienti, con lievi accenni di miglioramento per alcuni di loro – precisano i medici nell’ultimo bollettino diffuso – Rimangono critiche le condizioni di tre persone in particolare, a causa delle ustioni riportate e di danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un’assistenza meccanica alla respirazione”. Il presidio rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti.
Ancora in Svizzera in prognosi riservata un’altra ferita grave legata al Lario, si tratta di una ragazza di 15 anni di Biella, il padre – con cui era in vacanza nella nota località sciistica elvetica gli ultimi giorni dell’anno – vive a Como.






