La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sull’incendio avvenuto la notte di Capodanno nella nota località sciistica svizzera Crans-Montana e costato la vita a 40 persone, per lo più giovanissime. Si procede per omicidio colposo e incendio.
Sei le vittime italiane, 11 i feriti ricoverati da giorni al Niguarda in condizioni serie. Tra questi, il 15enne canturino arrivato nell’ospedale milanese il 2 gennaio. Secondo l’ultimo bollettino medico diffuso oggi, “la situazione è stabile per tutti i pazienti; per alcuni di loro le condizioni sono considerate critiche, a causa delle ustioni riportate e di danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un’assistenza meccanica alla respirazione. Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata”.
La vicesegretaria della Lega e consigliera comunale di Milano, Silvia Sardone, ha annunciato di voler candidare il Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda all’Ambrogino d’Oro, la massima onorificenza concessa dal Comune. “Una struttura d’eccellenza in Italia che rappresenta anche un punto di riferimento a livello europeo, – ha detto Sardone – come dimostrato dalla gestione dell’emergenza scaturita dall’incendio di Crans-Montana”.
Ieri nella cattedrale di San Lorenzo a Lugano si sono celebrati i funerali di Sofia Prosperi, 15enne italo svizzera tra le vittime della tragedia avvenuta nel locale “Le Constellation”. La giovane viveva a Castel San Pietro in Canton Ticino e studiava all’International School di Fino Mornasco. Una vita spezzata troppo presto, così come quella degli altri ragazzi che quella notte si trovavano nel bar andato in fiamme. Alla stessa ora ieri a Milano si sono svolti anche i funerali dei due 16enni Achille Barosi e Chiara Costanzo, mentre a Roma e a Bologna quelli dei due coetanei Riccardo Minghetti e Giovanni Tamburi. Oggi è stata Genova a stringersi attorno alla famiglia del 16enne Emanuele Galeppini, giovane promessa del golf e sesta vittima italiana della tragedia di Crans Montana.
I genitori chiedono giustizia. Il padre di uno dei feriti ricoverati al Niguarda, in un’intervista all’Ansa, ha dichiarato di aspettarsi “una punizione esemplare per chi ha sbagliato. Non pensavamo – ha detto – che ci potesse essere una carenza così pesante di sicurezza, in una località di fama internazionale ci aspettavamo standard di alto livello”.
E domani sarà una giornata di lutto nazionale in Svizzera, con la cerimonia ufficiale di commemorazione delle vittime spostata a Martigny, alla quale dovrebbero partecipare anche il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il presidente francese Emmanuel Macron. Alle 18 poi è in programma la veglia di preghiera in Cattedrale a Lugano.





