Nuovo stadio Sinigaglia di Como, arriva un sostanziale via libera da parte di tutti gli enti coinvolti, che hanno espresso parere positivo al progetto. Non si è fatta attendere la reazione di chi, da mesi, chiede al Comune di essere ascoltato affinché vengano prese in considerazione anche le istanze, i dubbi e le esigenze di chi quel quartiere lo vive tutti i giorni.
Nuovo stadio Sinigaglia, le reazioni
Immediato il commento di Simone Molteni, presidente del consiglio di istituto Como Borgovico, che si fa portavoce delle famiglie della primaria Corridoni di via Sinigaglia, a due passi dallo stadio e che – lo ricordiamo – nelle intenzioni di Palazzo Cernezzi dovrebbe essere trasformata in un autosilo. Per Molteni il nuovo stadio fronte lago può essere realizzato senza che la scuola elementare diventi un maxi parcheggio. Una convivenza possibile e doverosa, quindi, come già emerso nel corso di un incontro ad hoc organizzato alla fine di novembre.
“Siamo favorevoli al nuovo stadio lì dov’è sempre stato e siamo favorevoli al nuovo progetto, ma devono essere rispettate due condizioni minime”, sottolinea Molteni. “La primaria Corridoni deve restare – dichiara il presidente del consiglio di istituto – Ci sono le possibilità tecniche e normative affinché l’istituto resti lì. Quella scuola è il cuore pulsante di molte attività culturali, sportive e commerciali della zona. Attorno – precisa ancora Molteni – c’è un indotto economico importante che è giusto preservare. Spiace che il Comune non ci abbia mai incontrati”.
C’è poi una seconda condizione, sostiene Molteni: “Serve un percorso trasparente, come previsto dalla legge. Il sindaco, al contrario, tiene segreto un progetto che chi quel quartiere lo vive e lo frequenta tutti i giorni ha il diritto di conoscere. I residenti che hanno un mutuo per la vita si chiedono cosa vedranno d’ora in poi affacciandosi dalla finestra o che fine faranno i parcheggi. Non si può prescindere dalla quotidianità dei residenti”. Un modus operandi, quello del primo cittadino comasco, che Molteni definisce “pasticciato”. Il Como calcio, invece, “si è aperto alla città – ricorda ancora il genitore – speriamo quindi prenda atto delle alternative progettuali proposte dalla comunità”.





