Minuto di silenzio oggi in Consiglio Regionale per commemorare le vittime della tragedia di Crans-Montana. “Un dolore che non appartiene a un territorio ma che è diventato un dolore collettivo di tutto il Paese” ha commentato in Aula il governatore Attilio Fontana.
Parole di solidarietà anche da parte del presidente del Consiglio regionale Federico Romani. “Al dolore e alla commozione uniamo oggi la preghiera per chi purtroppo non c’è più, con un pensiero particolare ai familiari e agli amici di chi a Crans Montana non ce l’ha fatta. Ma questo è anche un momento in cui esprimere un forte messaggio di vicinanza ai feriti e a chi è tuttora sottoposto a cure dall’esito non scontato. Oggi li sentiamo un po’ tutti figli e amici nostri, come tutti quelli che in futuro dovranno vedere riconosciuto per se stessi, per gli altri e dagli altri, il diritto a difendere la propria giovinezza, a vivere e a divertirsi in sicurezza, con la consapevolezza che ci sono regole che devono essere rispettate e fatte rispettare, sempre, condizione indispensabile perché tragedie come questa non accadano mai più”.
“Un ringraziamento particolare -ha aggiunto il Presidente Romani –lo voglio rivolgere ai medici e al personale sanitario lombardo che in una situazione di grave emergenza ha saputo garantire ancora una volta una assistenza immediata e di altissima qualità, dimostrando una eccellenza organizzativa e sanitaria di cui possiamo andare tutti fieri e orgogliosi. E’ soprattutto grazie a loro -ha concluso- che in questi giorni è stato possibile alimentare la speranza e tenerla viva, e sono sicuramente i rappresentanti migliori di quel modello di efficienza e solidarietà che è tratto caratteristico della nostra società lombarda”.
Il tema delle cure in Svizzera
Mentre si segue con apprensione l’evolversi delle condizioni di salute dei feriti da una parte all’altra del confine e mentre i due paesi ancora piangono le 40 vittime dell’incendio, si aprono anche considerazioni pratiche che, nell’immediatezza e nella gravità dei fatti, passano chiaramente in secondo piano ma che arriverà il momento di affrontare. In Svizzera, è noto, la sanità non funziona come in Italia e le cure si pagano. I residenti sottoscrivono le opportune e obbligatorie assicurazioni, diverso il discorso per gli stranieri che si trovano in territorio elvetico. In mancanza di una copertura il costo ricade sulla persona che riceve assistenza medica. In base a quanto riportano i media rossocrociati gli ospedali del Canton Vallese sono stati invitati a inviare le loro fatture all’Organizzazione cantonale di soccorso, evitando dunque di mandarle alle persone o alle famiglie coinvolte.
Niente domiciliari per Jessica Moretti
Sul fronte dell’inchiesta, infine, è di queste ore la notizia che Jessica Moretti, proprietaria del locale Le Constellation con il marito Jaques, unico arrestato, non è ai domiciliari il tribunale di garanzia di Sion ha stabilito, per evitare il pericolo di fuga, che dovrà depositare i documenti di identità e presentarsi ogni giorno alla polizia.





