“La Corridoni è una scuola aperta. E non trema”: le famiglie che hanno presentato ricorso contro l’annunciata chiusura della primaria di via Sinigaglia replicano alle parole usate ieri dal sindaco Alessandro Rapinese ai microfoni di Etv per commentare la sentenza del Tar, che ha respinto il ricorso presentato dai genitori della scuola di Ponte Chiasso.
“Gli stessi giudici che dovranno giudicare nel merito la primaria di Ponte Chiasso (e anche la Corridoni) hanno detto che il documento del Comune è ben fatto e che la discrezionalità è del Comune. – ha detto il sindaco – La politica ha già deciso: quelle due scuole sono già chiuse”.
“Queste affermazioni non hanno alcun fondamento giuridico – replicano i genitori della Corridoni – e rappresentano, di fatto, un tentativo di influenzare l’opinione pubblica generando sfiducia e rassegnazione. L’ordinanza del TAR sulla sospensiva della scuola di Ponte Chiasso riguarda un contenzioso diverso, con proprie specificità, motivazioni e un proprio percorso. Assimilare meccanicamente i due casi significa diffondere un messaggio improprio. La discrezionalità del Comune – continuano le famiglie – non è “onnipotenza amministrativa”. Nessun giudice ha mai detto che le scelte dell’amministrazione siano insindacabili. La “discrezionalità” non autorizza decisioni irragionevoli e adottate senza un confronto con le famiglie e le istituzioni scolastiche”.
I genitori che hanno presentato ricorso contro la chiusura della primaria Corridoni ribadiscono come il giudizio di merito del TAR sia l’unico terreno in cui si stabilirà la legittimità della scelta dell’amministrazione. “Aver fissato il giudizio in una data così ravvicinata – il 28 aprile 2026 – significa che il nostro ricorso è stato ritenuto meritevole – sottolineano – I bambini e le famiglie meritano rispetto, non intimidazioni comunicative. Continueremo a difendere la nostra scuola, in ogni sede e ogni giorno, animatidalla forza dei fatti e dalla serietà degli atti depositati. Il nostro ricorso – concludono – è fondato, solido e ancora da discutere”.





