Il cantiere maledetto delle paratie, che questo mese è diventato maggiorenne (era l’8 gennaio del 2008 quando iniziarono i lavori), ancora non conosce pace. L’odissea dei parapetti, con il continuo rimpallo di competenza e responsabilità tra Comune e Regione, sta lasciando tuttora il Lungolago di Como delimitato da tristi reti da cantiere. E la questione, con una mozione presentata dal consigliere comasco di Forza Italia Sergio Gaddi, è approdata oggi a Palazzo Pirelli.
Il 13 maggio 2025 sono stati posati dalla Regione i prototipi dei nuovi parapetti realizzati da Aria, ma il progetto è stato bocciato da ogni punto di vista, soprattutto estetico. Da quel momento i comaschi sono rimasti sospesi e sulla questione è calato il silenzio, interrotto soltanto in qualche occasione da un rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione.
Con la mozione presentata oggi, il consigliere Gaddi ha chiesto alla giunta regionale di “dare la massima priorità alla valenza estetica del progetto del nuovo parapetto per il lungolago di Como e alla sua piena compatibilità paesaggistica e ambientale, dando esecuzione ai suggerimenti della Soprintendenza, proponendo quindi nuove alternative, ma anche ipotizzando la fattibilità della posa dei parapetti storici realizzati in altro materiale e modificati rispetto alla normativa vigente”. “L’unico punto di accordo con il sindaco di Como – ha detto Gaddi in Aula – riguarda la necessità di posare dei parapetti. I rischi di eventuali cadute nel lago sono troppo alti. Devono esserci, – ha concluso il consigliere – ma semplicemente devono essere belli”.
“Ci troviamo in una situazione di stallo da troppo tempo – è intervenuto Angelo Orsenigo, consigliere regionale comasco del Pd – Siamo a gennaio 2026, il flop del prototipo dei nuovi parapetti è di maggio 2025 e la mozione è stata presentata da Gaddi a luglio e discussa oggi. Perché se ne parla soltanto ora? – ha chiesto Orsenigo – In questi mesi cosa hanno fatto Regione, Aria e Comune? L’interesse è avere una risposta chiara e concreta. Non serve un invito alla giunta a prestare attenzione alla bellezza. Quello dovrebbe essere un concetto scontato, essenziale. Chiediamo piuttosto risposte per i cittadini e celerità nell’intervento”.
Il Pd si è astenuto dal voto, ma la mozione ha ottenuto il parere favorevole del consiglio regionale. Assente in aula l’assessore regionale agli Enti locali Massimo Sertori, che ad oggi, contattato più volte, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito.





