Mentre soltanto oggi sono state disattivate le misure temporanee antismog in vigore nel Comasco, così come in altre quattro province lombarde, da venerdì 16 gennaio, a causa del superamento dei valori limite di Pm10, da Regione Lombardia arrivano notizie confortanti sulla qualità dell’aria nel corso del 2025.
Il trend è evidenziato dai dati relativi ai principali indicatori ambientali registrati dalle centraline di rilevamento certificate di Arpa Lombardia.
“Il quadro emerso – sottolinea l’assessore ad Ambiente e Clima, Giorgio Maione – ci dice che siamo sulla strada giusta: il triennio appena concluso è stato il migliore di sempre e questo dimostra che la transizione ecologica che stiamo portando avanti è una realtà dei fatti. La sfida del bacino padano è complessa per ragioni morfologiche, ma va ricordato che le emissioni pro capite dei lombardi sono un terzo rispetto alla media europea. La Lombardia sta dimostrando che con l’innovazione tecnologica, il rinnovo del parco auto e veicoli circolante, degli impianti termici e la gestione efficiente degli effluenti zootecnici si possono abbattere le emissioni senza bloccare lo sviluppo”.
Il 90% delle stazioni di monitoraggio, secondo quanto comunicato dalla Regione, ha visto una riduzione dei giorni di superamento rispetto al 2024. Il limite dei 35 giorni è stato rispettato non solo nei capoluoghi che già frequentemente erano riusciti negli anni scorsi a rispettare questa indicazione come Lecco, Sondrio e Varese, ma anche a Como, Bergamo, Pavia e Mantova.
Dati rassicuranti, anche se siamo soltanto al 20 gennaio e, se si consulta il sito di Arpa Lombardia che mostra i dati della centralina posizionata a Como, sono già cinque i giorni di superamento dei limiti di Pm10 da inizio anno. Situazione peggiore a Cantù, dove i giorni con le polveri sottili sopra i 50 microgrammi per metro cubo sono già sette.





