Tutto tace sul futuro della variante della Tremezzina: tra annunci, promesse e speranze, il territorio aspetta ancora delle risposte. Per il momento, però, nessuna certezza. Si è tenuta questa mattina in prefettura a Como una riunione tecnica per esaminare lo studio condotto da Anas, per verificare l’effettiva fattibilità di un cantiere attivo 7 giorni su 7, in una zona – quella della Statale Regina – che, si sa, è di per sé poco agevole e dove il traffico, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, diventa particolarmente congestionato.

Variante della Tremezzina, oggi il vertice in prefettura
Un incontro tecnico tra tecnici, vale la pena precisarlo, necessario però per una prima valutazione del piano del traffico. Lo studio, commissionato da Anas, deve dimostrare se davvero sussistono i presupposti per intensificare i lavori in cantiere senza impattare in modo troppo pesante sulla viabilità già complicata della famosa strada vista lago.
Al tavolo, oltre al prefetto Corrado Conforto Galli, le forze dell’ordine. In particolare, presenti il comandante della polizia locale di Tremezzina Massimo Castelli e il comandante della polizia provinciale Marco Testa, oltre ai rappresentanti della questura di Como e della polizia stradale, insieme ai tecnici di Anas.
Al vaglio in prefettura una soluzione per velocizzare i lavori, che da troppo tempo ormai procedono a rilento. Lo stesso Claudio Andrea Gemme, numero uno di Anas, pochi giorni fa ha ammesso che “i tempi si sono allungati tantissimo”, ma l’obiettivo resta accelerare. Sono passati quattro anni dall’avvio dei lavori: una galleria di poco meno di 10 chilometri, di cui però – per il momento – non si vede che l’inizio. A fine novembre erano stati scavati circa 650 metri e due mesi dopo la situazione non è poi così diversa. I costi intanto sono lievitati a oltre 570 milioni di euro e sul futuro della variante vista lago tutto tace.
Nessuna anticipazione al termine dell’incontro di oggi in prefettura. Le ipotesi, a questo punto, sono due: lo studio ha portato i risultati sperati e dalla prossima primavera i lavori saranno intensificati, una volta per tutte. Oppure, e questa opzione sarebbe sicuramente meno confortante per il territorio, tecnici ed esperti hanno decretato l’impossibilità di lavorare 7 giorni su 7. Magari a causa degli ingorghi che, inevitabilmente, si verrebbero a creare per l’afflusso di un gran numero di mezzi pesanti. In alternativa, potrebbe non essere ancora stata presa una decisione. Ma per il momento sono soltanto supposizioni.
La parola finale, per così dire, spetta al terzo tavolo regia di cantiere, o almeno così auspica un territorio intero. La data esatta non è ancora stata fissata, ma l’appuntamento è atteso per i primi giorni di febbraio. Il conto alla rovescia è iniziato, si spera anche per il cantiere infinito tra Colonno e Griante.





