Atteggiamento spavaldo e prepotente, un look riconoscibile, l’uso facile del coltello, l’abuso dei social: sono soltanto alcuni dei tratti distintivi di quelli che oggi vengono soprannominati “maranza”. Giovanissimi, spesso stranieri di seconda generazione, che escono di casa con un coltello nascosto in tasca e poi non hanno paura a usarlo. Talvolta per ferire, a volte addirittura fino a uccidere, altre volte per minacciare, aggredire e rapinare coetanei. Senza un motivo, ma soltanto per il gusto di farlo. Fanno il punto a Como, in occasione del convegno “Devianza minorile, baby gang e minori stranieri non accompagnati”, Alessio Butti, sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione Tecnologica e l’onorevole Giovanni Donzelli, responsabile nazionale organizzazione Fratelli d’Italia.
Sicurezza e baby gang, pugno duro del centrodestra: dalle norme anti-maranza al fascicolo digitale
Sono quasi sempre minorenni, imprevedibili e per questo difficili da intercettare. Un tema, quello della sicurezza, su cui probabilmente si giocheranno le prossime elezioni, in Italia come a Como. Intanto, per la destra è necessario intervenire con un pacchetto di norme anti-maranza. Un pugno duro, quello proposto dal Governo Meloni, su baby gang e immigrazione clandestina. Ma serve anche un intervento educativo, di fronte a una generazione che appare smarrita. Per il sottosegretario Butti “ci sono soggetti stranieri non controllati o giovani italiani di seconda generazione che non hanno alcuna intenzione di integrarsi“. Fondamentale, per Donzelli, lavorare per semplificare i rimpatri.
C’è chi li etichetta come “maranza” e chi parla di criminalità giovanile: per la destra serve un inasprimento delle pene, ma anche una regolamentazione dei social e una maggiore attenzione sulla tecnologia. Da qui l’idea di un fascicolo digitale che tracci il giovane “a rischio”. Un problema anche educativo, dicevamo, dove talvolta chi dovrebbe essere punto di riferimento diventa vittima di giovani fuori controllo. Un mondo al contrario, verrebbe da dire, almeno secondo il Governo Meloni. E alla sinistra, che accusa la maggioranza di “atteggiamento repressivo” e ribadiscono la necessità di puntare su un processo che sia prima di tutto educativo, la replica di Fratelli d’Italia è chiara. Un problema, quello delle baby gang, che riguarda anche Como. Lo spiega Stefano Molinari, segretario provinciale Fratelli d’Italia. Presto la replica del centrosinistra: “Dalla destra solo repressione”.





