19 anni fa, il 27 gennaio 2007, la demolizione. Due anni fa, il 30 gennaio 2024, la presentazione del progetto di partenariato pubblico-privato da 27 milioni di euro, che avrebbe dovuto rilanciare l’area e portare a Como nuovi parcheggi. Accantonati da tempo i fuochi d’artificio e in attesa di conoscere ancora i dettagli aggiornati del nuovo piano, l’area ex Ticosa resta un capitolo di cui non si riesce a scrivere la fine. L’eterna incompiuta sempre più preda del degrado.
Le parole del sindaco a Etv
Gli anniversari cadono a pochi giorni di distanza anche perché – stando a quanto dichiarato in sede di presentazione dell’ultimo progetto da Comune e Acinque – gennaio 2027, per il 20esimo anno dall’abbattimento, avrebbe dovuto segnare finalmente la svolta con l’inaugurazione del maxi posteggio.
L’attenzione è sempre altissima. Il sindaco Alessandro Rapinese, soltanto pochi giorni fa in diretta su Etv, sollecitato sul tema, ha spostato ulteriormente in avanti il traguardo. “Non è che chiedendolo ogni giorno le cose cambiano – ha risposto – stiamo lavorando, rispetto al passato abbiamo un partner e il lavoro prosegue. Entro la fine del mandato la pratica amministrativa sarà chiusa”. E quindi per il 2027 sarà difficile vedere realizzati i nuovi posti auto, i pannelli solari, gli spazi commerciali, le aree verdi e tutto quanto incluso nell’Energy Park presentato 24 mesi fa dall’amministrazione e dalla multiutility.
La bonifica irrisolta
Ancora una volta a tenere in scacco la riqualificazione dell’area è la bonifica della ormai nota cella 3, alle spalle dell’ex centrale elettrica “Santarella”. I costi sono notevoli e cambiano in base al tipo intervento da mettere in campo. La rimozione ha certamente una spesa superiore rispetto alla possibilità di lasciare i materiali nel sottosuolo mettendoli, ovviamente, in sicurezza, con una differenza che ai aggira intorno ai 7 milioni tra una procedura e l’altra, come aveva spiegato lo stesso primo cittadino. Sulle opzioni sono stati interpellati numerosi esperti e il Comune è in attesa, ormai da tempo, di una risposta dal Ministero della Salute. E’ chiaro che in base alla strada che si potrà intraprendere il conto economico potrà essere aggiornato. Acinque, infatti, dovrà aggiornare il piano economico finanziario alla luce della bonifica e delle tariffe, ormai consolidate, dei parcheggi della zona. Insomma finchè non si scioglierà il nodo bonifica tutto resterà così come è.
L’unica certezza è che gli anni passano così come i sindaci e le giunte comunali eppure questa partita non si riesce a chiudere lasciando nel cuore della città una ferita aperta.





