Lo avevano detto e sono stati di parola: i ciliegi di via XX Settembre tornano in Regione. Convocato per lunedì 2 febbraio il secondo tavolo tecnico che si svolgerà negli uffici dell’assessorato al Territorio e Sistemi verdi. Regione rinnova l’invito al sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che – lo ricordiamo – era stato il grande assente del primo incontro, quello dello scorso 19 gennaio. Continua il romanzo ormai noto nel capoluogo lariano, con il comitato cittadino che difende i ciliegi quale patrimonio identitario della città, mentre da Palazzo Cernezzi nessun cambio di posizione. Per l’amministrazione comunale i ciliegi vanno abbattuti perché ammalorati e dovranno poi essere sostituiti con dei peri.
Ciliegi di via XX Settembre, lunedì in Regione il secondo tavolo tecnico
L’invito arriva direttamente da Regione Lombardia, è rivolto – come detto – al primo cittadino comasco e alla struttura tecnica del Comune, ma anche alla Soprintendenza – già presente al primo incontro – e al comitato cittadino, che – fa sapere la referente Giorgia Merlini – non mancherà neppure lunedì. “Dopo aver presentato in Regione i nostri punti di vista, attendiamo la posizione dell’assessore Comazzi e della Soprintendenza”. “Abbiamo sottolineato il valore identitario prima ancora che paesaggistico dei ciliegi di via XX Settembre – ricorda ancora la referente del comitato – ma speriamo che questa volta il Comune di Como si presenti all’incontro. Soltanto così ci potrà essere, finalmente, il confronto tanto auspicato che abbiamo chiesto più volte”.
Un invito, commentano da Regione Lombardia, per “un confronto sereno e costruttivo su un tema di interesse pubblico“. I ciliegi della discordia, insomma, dividono la città, ma sono al centro anche dell’attenzione regionale.
All’incontro di lunedì saranno presenti l’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi, e il consigliere regionale Sergio Gaddi. Il Comune di Como ha già sbattuto le porte in faccia a Regione, non presentandosi al tavolo tecnico di dieci giorni fa. Il sindaco però lo aveva chiaramente preannunciato, specificando che – non essendo un tecnico – non avrebbe partecipato a nessun tavolo tecnico. L’auspicio, però, è che questa volta ci sia finalmente un cambio di passo. Occhi puntati su lunedì, quindi, in attesa della sentenza del Tar, fissata esattamente tre giorni dopo. Dopo le decisioni di Soprintendenza e Tar, che nelle scorse settimane hanno temporaneamente bloccato l’abbattimento delle piante, non resta che aspettare giovedì, quando si conoscerà la decisione del tribunale amministrativo della Lombardia.





