I ciliegi di via XX Settembre non si toccano. Colpo di scena nell’infinito romanzo che è approdato anche in Regione: mentre è attesa la decisione del Tar, la Soprintendenza blocca tutto e mette la parola fine a un lungo braccio di ferro tra il Comune di Como e i cittadini, che erano scesi in strada – letteralmente – per proteggere le piante ed evitarne l’abbattimento, come voluto – invece – da Palazzo Cernezzi. Cittadini 1 – Comune 0 verrebbe da dire, perché la Soprintendenza ha ormai deciso. I ciliegi di via XX Settembre sono salvi e non potranno essere sostituti con dei peri.
I ciliegi di via XX Settembre non si toccano: la decisione della Soprintendenza
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha emanato una nuova nota ufficiale indirizzata al Comune di Como con cui integra e rettifica il suo precedente parere, modificando in modo sostanziale gli interventi previsti sui ciliegi ornamentali di via XX Settembre. Nella nuova determinazione, la Soprintendenza riconosce il valore storico, paesaggistico, identitario e relazionale dei ciliegi della via, piantati per la prima volta nel 1947 come simbolo di rinascita dopo le tragedie della Seconda guerra mondiale. Insomma, il viale al centro delle polemiche diventa vincolato, come stabilito dalla stessa Soprintendenza. Per questo, il Comune potrà rimuovere esclusivamente i pochi alberi ammalorati, ma dovrà sostituirli con altri ciliegi, abbandonando quindi l’ipotesi dei peri. Entusiasmo tra il Comitato cittadino, affiancato – e sostenuto – dal consigliere regionale di Forza Italia, il comasco Sergio Gaddi.

Una vittoria dei cittadini
“Una straordinaria vittoria – per il consigliere regionale di Forza Italia, il comasco Sergio Gaddi – che ci ripaga di tanto impegno e ci riempie di emozione, perché sono stati riconosciuti i valori, i desideri e anche i ricordi dei cittadini”. “Dopo la mobilitazione dei cittadini, è stato riconosciuto il valore identitario della via. Un ringraziamento in particolare all’assessore regionale Comazzi”. Fondamentale, infatti, l’intervento di Regione Lombardia, che ha sottoposto il caso anche alla Soprintendenza.
“Siamo molto soddisfatti che la Soprintendenza abbia dimostrato grande sensibilità. Ha accolto la richiesta dei cittadini che ha riconosciuto l’importanza identitaria di via XX Settembre, che da oggi è tutelata anche dallo Stato“. A dirlo è Giorgia Merlini, referente del Comitato cittadini per i ciliegi di via XX Settembre.
“Una lezione per il futuro della città. La salvaguardia dei ciliegi non è solo la difesa di alcuni alberi. È la prova che un altro modo di governare la città è possibile. Più trasparente, più competente, più giusto”. Così commenta la notizia Elisabetta Patelli, coportavoce di Europa Verde Lombardia. Per Patelli si tratta di “un segnale importante: la partecipazione non è un fastidio, è una risorsa. Questa vicenda manda un messaggio chiaro anche all’amministrazione comunale: non serve forzare i processi né decidere da soli. Serve ascolto, confronto e una visione di lungo periodo, capace di tenere insieme tutela ambientale, paesaggio, storia e bisogni della comunità”.
“È stata la dimostrazione concreta di come una comunità viva sappia difendere il proprio patrimonio e la propria identità. Il sindaco è caduto dal pero. I ciliegi, invece, tra qualche settimana fioriranno”, aggiunge il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Alessandro Nardone.
Resta da capire cosa ne sarà dei peri già acquistati dal Comune di Como, prima che l’azienda incaricata dovesse fermare i lavori, a cui si aggiungerebbe un danno economico non di poco conto. Quel che è certo è che i ciliegi della discordia resteranno: indipendentemente dal pronunciamento del Tar, il loro destino è ormai scritto. I filari saranno preservati e ora non resta altro che aspettare la prossima primavera, con gli occhi all’insù per ammirare la bellezza dei ciliegi in fiore.
Le indicazioni della Soprintendenza a Palazzo Cernezzi
Intanto la Soprintendenza ha posto a Palazzo Cernezzi alcuni obblighi ben precisi: per favorire una crescita sana dei nuovi esemplari e una migliore conservazione e longevità di quelli già piantati, dovranno essere predisposte adeguate opere di ridefinizione delle aiuole, che permettano un’efficace protezione dei ciliegi dagli urti, oltre che una sufficiente superficie di terreno permeabile.
Prima di procedere con l’esecuzione dei lavori, però, dovrà essere presentata una documentazione progettuale aggiornata che recepisca le indicazioni poste dall’Ente, e che comprenda un elenco puntuale e motivato degli esemplari da sostituire, oltre a una planimetria aggiornata del verde della via XX Settembre. Soltanto dopo l’approvazione della Soprintendenza, il Comune potrà procedere con gli interventi.
L’intervento di Regione Lombardia, Comazzi: “Per il Comune di Como una sconfitta annunciata”
Per salvare i ciliegi è stato fondamentale l’intervento di Regione Lombardia, con l’intervento – per primo – del consigliere Gaddi. Dopo il duplice incontro che ha visto attorno a un tavolo cittadini, tecnici, Soprintendenza e, appunto, la Regione, una decisione è stata presa. Grande assente in Regione, lo ricordiamo, proprio il Comune di Como.
“È una presa di posizione chiara e autorevole che mette ordine in maniera definitiva a una vicenda diventata, in questi mesi, oggetto di strumentalizzazioni e contrapposizioni inutili“. Così l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, commenta la decisione della Soprintendenza. “Viene affermato un principio semplice ma fondamentale – aggiunge Comazzi – La tutela del verde non si fa con decisioni ideologiche o approssimative, ma con valutazioni tecniche serie, nel rispetto della storia e dell’identità dei luoghi. I ciliegi di via XX Settembre sono parte della memoria urbana di Como e come tali vanno trattati”.
Poi la frecciatina rivolta direttamente al primo cittadino comasco: “Spiace constatare come il sindaco Rapinese abbia voluto condurre l’amministrazione comunale verso una sconfitta annunciata. Non si comprendono i motivi di una tale ostinazione, quando sarebbe stato sufficiente aprirsi a un confronto sereno e costruttivo con il comitato cittadino e con gli altri livelli istituzionali”. “Regione Lombardia – ricorda ancora l’assessore – ha invitato in due diverse occasioni il Comune di Como a partecipare ai tavoli tecnici di confronto: inviti che l’amministrazione comunale ha sempre scelto di disertare“.





