(ANSA) – TORINO, 06 FEB – Abusi sessuali via via più pesanti sono stati imposti da un maestro di canto a un allievo di 16 anni, per oltre due anni, nel Torinese. L’uomo, di 40 anni, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale. I giudici del tribunale di Ivrea hanno disposto per l’insegnante l’interdizione dai pubblici uffici e una provvisionale di 25mila euro alla vittima, costituitasi parte civile. A riportarlo è il quotidiano la Repubblica. "Per lui è una liberazione, un sollievo – spiega al giornale l’avvocato del ragazzo, Federico Cester -. La sua più grande paura è sempre stata di non essere creduto e riconosciuto come vittima. Ma in queste vicende la sentenza non è mai una vittoria per nessuno". Nel 2021 il ragazzo aveva denunciato il maestro ed era partita l’inchiesta del pm Mattia Cravero, che ha portato l’uomo al processo. In aula ha testimoniato anche la vittima: il maestro di canto era per lui una figura di riferimento. Era premuroso, al contrario del padre, un po’ autoritario. A novembre 2018 però, secondo il racconto del giovane, che ora ha 22 anni, il maestro ha chiuso il ragazzo in bagno e ha abusato di lui. Gli abusi sono poi continuati per oltre due anni. Il ragazzo ha ammesso di aver "resistito" perché il canto era una delle poche attività che lo facevano stare bene. Prima e durante il processo, l’insegnante si è sempre dichiarato innocente e in aula ha puntato il dito contro i familiari del ragazzo: a sentire il maestro, erano andati a chiedergli dei soldi per non denunciarlo. Il suo avvocato, Franco Papotti, commenta: "Leggeremo le motivazioni, poi probabilmente presenteremo appello. Ma prima dobbiamo capire perché non sia stata presa in considerazione la posizione del mio assistito". (ANSA).






