Una lettera indirizzata ai consiglieri comunali con le motivazioni che hanno spinto allo sciopero annunciato per l’intera giornata dell’11 febbraio. “Una scelta drastica” la definiscono gli stessi lavoratori del Comune di Como ma sostenuta con convinzione per “dare un segnale a chi pensa di giocare da solo la sua partita”.
Le parole del sindaco Alessandro Rapinese dei giorni scorsi hanno gettato benzina sul fuoco. Di fronte all’affermazione: “Potete scioperare tutto l’anno che tanto non cambia nulla” la risposta è: “Questo modo di fare populista, tracotante e irrispettoso non possiamo accettarlo”.
Progressivo “svuotamento del ruolo delle relazioni sindacali”, “decisioni prese in modo unilaterale dall’amministrazione”, modifiche continue all’assetto organizzativo e poi, ultimo in ordine di tempo, il muro sui premi ai dipendenti. I sindacati hanno parlato di mancata contrattazione mentre il primo cittadino ha respinto le accuse spiegando che la suddivisione delle risorse a suo giudizio doveva valorizzare le posizioni di elevata responsabilità. Alla fine lo scontro ha lasciato vuote le tasche di tutto il personale. Fallito anche il tentativo di conciliazione davanti al prefetto.
Con la mobilitazione gli obiettivi che si spera di centrare sono in primis il ripristino delle risorse revocate e la ripresa di un dialogo responsabile e serio oltre a un sistema di relazioni sindacali che consegni davvero la contrattazione alla delegazione di parte pubblica evitando decisioni perentorie somministrate dall’alto.
La RSU, La rappresentanza sindacale unitaria, della Provincia di Como ribadisce la piena e convinta solidarietà ai lavoratori e lancia un appello alla parte pubblica affinché venga ripristinato un sistema di relazioni trasparente e costruttivo.






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