Degrado, paura e insicurezza accompagnano chi vive, studia o lavora in zona Ippocastano, a Como, tra via Moro e via Castelnuovo. Una situazione nota in città e conosciuta anche dal Comune, che proprio lì, come messo nero su bianco da Palazzo Cernezzi a novembre 2024, intenderebbe destinare un immobile comunale in piazza della Tessitrice a uffici e minialloggi per gli agenti della polizia locale. Sono passati anni dall’annuncio, eppure poco si è fatto. Nel frattempo però arrivano le telecamere attive 24 ore su 24.
Tra l’area Ippocastano e piazza della Tessitrice, Rapinese: “Troppi sbandati in città”
A fare chiarezza a Etg+ Sindaco è il primo cittadino comasco, che ha precisato: “Il vero problema sono i dipendenti. Ce ne sono sempre meno. Prima di aprire sedi distaccate, ci sarebbe da risolvere un problema di personale”, che – ribadisce il sindaco – è in carenza anche a Como. Il primo cittadino evidenzia gli “eclatanti successi della polizia locale anche in quest’ultima settimana”. Il riferimento, in particolare, è allo sgombero all’interno dell’ex stamperia in via Pastrengo, poi i controlli dello scorso weekend nelle aree sensibili della città, fino all’intervento di ieri per un uomo molesto in biblioteca e ubriaco in piazza Duomo.
Tuttavia, ha aggiunto: “Viviamo in un Paese in cui, per politiche che io non condivido, ne facciamo entrare una quantità smodata”. Il riferimento sembra essere ai cittadini immigrati, spesso irregolari sul territorio e noti alle forze dell’ordine. “A Como – aggiunge il sindaco – 8 persone su 10 che fermiamo sono senza documenti, con precedenti di polizia e ordini di allontanamento. E per fortuna – ha sottolineato ancora Rapinese – ho esteso le zone rosse. Però non basta: gli sbandati che arrivano in città sono troppi”. Resta il fatto che a pagare le conseguenze di un clima di insicurezza più o meno generalizzato sono i residenti.
E sul futuro della zona Ippocastano, Rapinese assicura: “È passato il documento di indirizzo della progettazione: lì le opere si faranno. Purtroppo però, nonostante continuiamo a stanziare risorse e aumentiamo il numero di agenti, resta da affrontare un problema di personale enorme”. Una promessa, che dà speranza ai residenti. L’auspicio, quindi, è che l’edificio comunale – oggi abbandonato, vuoto e in balia degli incivili – possa ospitare presto gli agenti della polizia locale. Nessuna indicazione, però, sui tempi. “Prima ancora di sapere quando sarà pronto quello spazio – ribadisce Rapinese – mi preoccupo del personale”. Inoltre, ricorda il sindaco, le competenze della polizia locale sono numerose: dalla gestione della viabilità agli interventi in caso di incidenti, fino al problema della sicurezza in città.
Resta il fatto che chi esce di casa dovrebbe farlo serenamente e a qualsiasi ora, dovrebbe muoversi in tranquillità e sentirsi libero di fare quattro passi senza necessariamente essere in compagnia. Chi vive in zona ha il diritto di vedere il portone di ingresso pulito, non trasformato in una toilette a cielo aperto. Chi ha un appartamento affacciato su piazza della Tessitrice non può rinunciare a una cena in terrazzo soltanto perché c’è qualche balordo che urina sotto casa. E ancora grida, ubriachi, droga, soprattutto quando cala il sole. Tutto questo accade nell’area Ippocastano, nel quartiere di Como Borghi. Non la periferia di una grande metropoli: siamo soltanto a pochi minuti dal centro città.






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