E’ stato fermato stanotte dagli agenti della Squadra Mobile di Milano Giuseppe Calabrò, 76enne, condannato in primo grado all’ergastolo pochi giorni fa il 4 febbraio scorso assieme a Demetrio Latella per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti del 1975. La figura di Calabrò, che – secondo quanto è emerso dalle indagini – fece parte del commando che rapì la ragazza, è emersa anche nel procedimento della DDA di Milano, sempre della Squadra Mobile di Milano, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo organizzato di Inter e Milan. Anche questo motiva le esigenze cautelari del fermo.
Calabrò era libero dopo la condanna all’ergastolo della Corte d’Assise di Como in attesa dei successivi gravi di giudizio, ma è stato fermato su disposizione dei pm Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola proprio perché, dall’indagine “Doppia Curva” è emerso che “vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale che lo porta a interloquire, con esponenti di primo piano della criminalità calabrese, al Nord come in Calabria”.
“Ciò – si legge nel provvedimento di fermo – comporta come naturale conseguenza che l’imputato può godere di una serie di appoggi di carattere logistico e patrimoniale, attivabili in qualsiasi momento e in grado di garantirgli la latitanza e l’impunità per il gravissimo reato commesso. E’ pertanto concreto e attuale il pericolo di fuga. Il pericolo di fuga si fa ancora più concreto ove si consideri che l’imputato ha prenotato per domani alle 8.35 un volo Milano-Reggio Calabria”.






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