(ANSA) – TREVISO, 08 FEB – Torna nella pedemontana della provincia di Treviso la migrazione degli anfibi, e torna la richiesta di volontari che li proteggano dalle automobili mentre questi animali attraversano la strada, cercando luoghi dove deporre le uova. Tutti gli anni con i primi tepori in vista della primavera e i primi acquazzoni, in particolare i rospi comuni, si destano dal letargo e a decine di migliaia migrano verso i luoghi di riproduzione. Gli animali percorrono spesso molti chilometri e in diverse zone sono costretti ad attraversare strade dove moltissimi vengono investiti e uccisi dalle automobili. Il rospo comune (Bufo bufo) è la specie più numerosa e più colpita dal traffico. Dato che intere popolazioni di anfibi si mettono in moto in contemporanea, e che camminano lentamente – anche una decina di minuti per attraversare una strada – possono verificarsi dei veri e propri massacri. In provincia di Treviso la presenza di rospi riguarda diverse aree del Montello e dei Laghi di Revine, tutte sottoposte a vincolo Ue e designate come Sito d’Importanza Comunitaria (Sic); i Laghi di Revine dal 2011 sono divenuti Parco Regionale. Dal 2003 è scattata una operazione di salvataggio da parte di associazioni e privati cittadini; la stima, in 23 anni, è di oltre 4,5 milioni di esemplari sottratti alla morte. I volontari percorrono il bordo della carreggiata e raccolgono i rospi dal fossato o dalle reti anti-attraversamento posti a bordo strada dai Comuni, li mettono in un secchio e li liberano dall’altra parte. L’operazione "salva-rospo" dura circa 3-4 settimane, da poco dopo il tramonto e per un paio d’ore. (ANSA).






