(ANSA) – ALESSANDRIA, 09 FEB – Sono diciassette le denunce per resistenza e lesioni a seguito del tentativo di occupazione della stazione ferroviaria di Alessandria durante la manifestazione pro Pal dello scorso 2 ottobre. "Le notifiche della Questura non ci hanno colto di sorpresa, considerata la svolta autoritaria in atto da parte del governo Meloni a colpi di decreti sicurezza – scrivono, in una nota, Laboratorio Sociale, Casa delle Donne Tfq, Coordinamento Studentesco, Adl Cobas, Arci -. Quando un movimento mette in discussione l’ordine delle cose, il potere risponde sempre provando a colpire chi si espone. Qualora ci fossero dubbi, lo diciamo senza giri di parole: rivendichiamo tutto". Per gli attivisti alessandrini, "era giusto e necessario usare i corpi per bloccare la normalità che ha reso possibile il genocidio. Era giusto occupare simbolicamente stazioni, strade perché quella normalità fatta di treni che partono, merci che circolano, affari che continuano è costruita sul silenzio e sul tentativo di rimozione della sofferenza di Gaza. Se oggi ci denunciano, è perché avevamo ragione noi – si legge sempre nella nota -. E sappiamo che non eravamo soli". (ANSA).






