Condannato all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti, Calabrò resta in carcere

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Carcere confermato per Giuseppe Calabrò, 76 anni, condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Como per l’omicidio, nel 1975, di Cristina Mazzotti. Dopo la sentenza di Como, Calabrò è stato fermato per il pericolo di fuga. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano Giulia Marozzi ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per Calabrò, definito “un invisibile della ‘ndrangheta”.
“Apparentemente sembra una persona tranquilla, ma ha un valore criminale elevato”, si legge nel provvedimento. E ancora, “è un affiliato posto in posizione apicale e sovraordinata agli altri”. Il giudice precisa anche che il 76enne avrebbe “telefoni di prima generazione e che spegneva anche per lunghi periodi durante la sua permanenza a Milano” e lo definisce un individuo di “elevatissima pericolosità”.
Calabrò ha negato di voler fuggire. “Ho partecipato a tutte le udienze del processo Mazzotti – ha spiegato – sino all’ultima, a cui ho partecipato per difendermi, continuando a sostenere la mia innocenza”.