No al commissario stadi con i super poteri. C’è anche il comitato civico “Tutela zona stadio di Como” tra le 7 realtà che diffidano la Presidenza del Consiglio e il ministero per lo Sport e i Giovani a non procedere alla nomina in vista di Euro32. Per legge per assicurare la realizzazione e il completamento delle opere necessarie e funzionali allo svolgimento della fase finale del campionato europeo di calcio si è previsto di conferire l’incarico ad un commissario straordinario, per cui è stato individuato Massimo Sessa – presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, i cui poteri sarebbero ampi e questo ha fatto scattare la diffida di sei comitati e un’associazione ambientalista (con Como anche Roma, Milano, Parma e Pisa). “Non siamo contrari che Euro 32 si svolga in Italia nè al fatto che cinque stadi italiani siano adeguati alle norme UEFA per poter ospitare le partite – si legge nella nota diffusa e firmata anche dal comitato comasco – Siamo invece fermamente contrari a che l’evento sportivo sia preso a pretesto per ogni sorta di speculazione edilizia che produca ampliamenti delle capienze con introduzione di ampie superfici commerciali e ricettive in stadi collocati in centro storico o in mezzo a quartieri residenziali magari nelle vicinanze di siti di grande richiamo turistico, compromettendone il fragile tessuto urbanistico, di grande valore culturale, monumentale e paesaggistico”. “Il tutto – si legge ancora – magari accelerando o saltando le procedure di impatto ambientale, le previsioni urbanistiche e i processi partecipativi dei cittadini in caso di variante”. Secondo i sostenitori della diffida “questo nulla ha a che vedere con lo sport” e presenterebbe “non pochi profili di incostituzionalità”.
Per questi motivi è partita la diffida sottoscritta per la parte comasca dalla presidentessa del comitato, l’avvocato Mirella Quattrone, in prima linea sin da quando è stato presentato in Comune a Como il progetto del nuovo Sinigaglia, piano sul quale sono state evidenziate delle criticità.
“Credo che sia la prima diffida a non rispettare una norma dello Stato e quindi per certi versi è suggestiva”. La replica di Andrea Abodi, ministro dello Sport.
“Stiamo applicando, appunto, una norma dello Stato – aggiunge -. Nelle funzioni del commissario non è previsto un ‘libera tutti’, ci sono delle norme che comunque dovranno essere rispettate. Ma quello che non possiamo accettare è che si rimanga prigionieri del passato






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